p. Sella: La vita dignitosa dei con terra

Lettere di padre Adriano Sella
La vita dignitosa dei con terra
6 giugno 2000
Abbiamo visitato il secondo accampamento e insediamento del Movimento Senza Terra del nostro Stato del Pará, chiamato Palmares II. È un insediamento di 530 famiglie che si trova vicino alla famosa Serra do Carajás, sottosuolo ricchissimo di minerali come oro e ferro.
Abbiamo incontrato famiglie che, attraverso una lotta dura e difficile per la conquista della terra, oggi non sono più senza terra ma con terra.
Abbiamo costatato con le nostre mani il sogno dei senza terra diventato realtà attraverso la dura conquista della terra. Una vita che ha finalmente terminato di essere tortura quotidiana alla ricerca di quella terra che per diritto é di tutti, ma che, di fatto, è diventata privilegio esclusivo dei latifondisti. Una vita che ha acquistato il gusto del vivere in pace, su quella terra conquistata e trasformata in offerta diaria di beni preziosi per la vita di quelle famiglie.
Ci siamo stupiti molto nel vedere come hanno trasformato quella terra, che era usata solamente per il bestiame, in un luogo umano dove le famiglie possono finalmente vivere una vita dignitosa. Terra, che era destinata alla distruzione a causa del latifondo, è stata umanizzata da chi la vuole di nuovo trattare come madre terra e fonte di vita per i poveri.

Hanno costruito il loro villaggio (insediamento), come loro volevano, dove tutte le famiglie vivono insieme e cercano di costruire un paese con tutti quei benefici sociali importanti per la vita umana, come la scuola, il centro medico, la chiesa, l'energia elettrica, l'acqua ecc. Alla sera o alla fine settimana si ritrovano tutti nel villaggio, dove possono trovarsi insieme per trascorrere momenti importanti della vita umana, come la festa, la celebrazione, lo stare insieme con la famiglia e le attività ludiche come lo sport. Durante la settimana vanno a lavorare nel loro pezzo di terra per produrre tutto quello che è necessario per una vita degna. Nel villaggio rimangono solo gli studenti e le persone che hanno qualche incarico particolare. La grande distanza esistente tra il villaggio e la terra da coltivare, dovuta all'immensità della fazenda, non permette il rientro quotidiano dei lavoratori.
Siamo rimasti colpiti nel vedere quello che producono su quella terra che era destinata solamente per l'erba di quelle migliaia capi di bestiame. Là abbiamo incontrato quello che la madre terra può offrire per i suoi tanti figli e figlie: abbondanza di tutto. E non solamente per la vita di quelle famiglie ma anche per commercializzare i prodotti della terra, creando così maggiori condizioni per sostenere una vita bella e dignitosa.
Abbiamo visto con i nostri occhi che veramente la terra non viene privatizzata dal Movimento Senza Terra. Al contrario, il movimento mette in atto tutta una educazione per incentivare e realizzare una terra comunitaria. E lo fanno attraverso un processo chiamato nucleazione dei gruppi di famiglie. Il nucleo che viene formato da 5 a 10 famiglie pensa e realizza una terra che non è più usata dall'individuo ma dall'insieme di famiglie che lo compongono. Tutto è messo in comune: la mano d'opera, i vari mezzi per il lavoro, i prodotti ed infine il guadagno meritato. Tutto è suddiviso tra le famiglie del nucleo.
Uno dei leader, chiamato Tito, ci ha condotto per visitare la terra comunitaria del suo nucleo di famiglie. Là abbiamo incontrato varie coltivazioni e realizzazione di vari progetti, come gli allevamenti di maiali e di galline. Là hanno intenzioni di costruire una casa comunitaria, dove quelle famiglie possono vivere insieme quando si trovano là per coltivare la terra.
Oltre alle attività portate avanti dai nuclei, abbiamo potuto apprezzare le attività molto interessanti della cooperativa dell'insediamento, come la macchina comunitaria per preparare il riso, la farina della mandioca e, adesso, la centrale del latte, oppure i trattori comunitari per migliorare il lavoro duro delle famiglie. Il guadagno, che la cooperativa riesce a fare, è usato per migliorare le infrastrutture del villaggio e per altre iniziative comunitarie del Movimento Senza Terra.

Una delle attività fondamentali è l'educazione a tutti i livelli per aiutare le persone ad uscirne dalla miseria del sapere che schiavizza tremendamente. Infatti, abbiamo potuto partecipare, dando anche il nostro contributo, ad un corso che avevano organizzato sulla questione del ruolo e della importante funzione della donna, dove rappresentanti di tutti gli altri accampamenti e insediamenti stavano partecipando. La scuola è davvero fondamentale per il Movimento Senza Terra perché un popolo senza educazione è un popolo manipolato, sfruttato ed escluso.
Nell'accampamento la pace è più realtà che sogno. Infatti la violenza è ridotta ai mini termini. I pochi casi di violenza vengono affrontati dalla coordinazione dell'insediamento. E solamente in casi gravissimi il responsabile della violenza viene consegnato alla polizia. Per aiutare gli infrattori vengono usate pene educative e non il carcere, come vuole il sistema oppressivo.

In quel villaggio comunitario abbiamo respirato davvero un'altra aria, non come quella intrisa di violenza e di paura della favela. Un'aria che ha il sapore della vita comunitaria e della costruzione della dignità umana. Insomma, dopo 5 anni di dura lotta e lavoro, le tante famiglie sono riuscite finalmente a lasciare alle spalle quella realtà triste della vita da senza terra. Oggi sono fieri di essere quelli che hanno conquistato la terra e la stanno trattando come madre e fonte di vita. Oggi sono i con terra e i con dignità umana.
A Palmares ci siamo rallegrati molto per aver incontrato quel futuro che i senza terra desiderano e sognano continuamente: terra per tutti, terra comunitaria e terra ricca di frutti e di prodotti per una vita degna.
Purtroppo, abbiamo anche vissuto momenti di tristezza e rabbia quando siamo stati sorpresi da un treno con una quantità immensa di vagoni pieni di ferro ancora allo stato puro. Infatti, la fazenda è tagliata a metà da questa ferrovia che serve appunto per il trasporto di ferro ed oro dalle varie zone della Serra Pelada, una famosa miniera dell'Amazzonia, fino ai mercati maggiori, ed alla fine al grande mercato internazionale. Davanti a noi sono passati vagoni che non solo stavano trasportando il ferro, ma soprattutto la dignità di un popolo, di un paese che sta vendendo tutto e, sfruttato dai grandi ricchi del mondo, sta perdendo tutte le sue ricchezze.
Il treno dell'oppressione, dell'esclusione e dello sfruttamento stava passando in mezzo alla terra della giustizia e della pace.
Questa amarezza, però, fa rafforzare ancora di più la nostra rivolta ed alimenta la nostra speranza e certezza della trasformazione di questa ingiusta società.

Crediamo, davvero:
Che i con terra possano dare forza e coraggio ai tanti ancora senza terra che sudano molto per la conquista della terra e soffrono la terribile e sanguinosa violenza del latifondo.
Che i con terra possano condividere la bellezza della vita ai senza terra ancora massacrati dal sistema che sta distruggendo la vita umana.
Che i con terra ci insegnano a costruire il domani non più fatto di quei ingredienti del neoliberismo che ci fanno mangiare individualismo e esclusione sociale, ma realizzato dai valori del bene comune e della giustizia che danno sapore al nostro vivere ancora tanto amaro.

Belém - Abaetetuba (Brasile), 30-05-2000
Adriano Sella e Andrea Franzini