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Porto Alegre, centro del mondo per il primo e per il prossimo Forum Sociale Mondiale, ha potuto dimostrare che la resistenza di ieri, attuata appena da alcuni segmenti della società mondiale, è diventata oggi un'azione articolata mondialmente, di tali proporzioni capace di contrastare la tirannia finanziaria del capitalismo puro e duro del neoliberismo. La teleconferenza, trasmessa in diretta per tutto il mondo, nella domenica 28 gennaio 2001, è stata testimone di questa svolta storica quando gli esponenti del Forum Sociale hanno potuto svelare, vergognando gli esponenti del Forum Economico che stavano dall'altra parte del dibattito, la crudeltà e i disastri del loro sistema per il pianeta terra e per le future generazioni.
Il Forum Mondiale Sociale ha potuto presentare al mondo come la grande moltitudine di esclusi, organizzata e cosciente, non è solo capace di denunciare il male e la sua radice, ma è anche capace di presentare alternative, cammini diversi e vari pensamenti per costruire un mondo nuovo. Le varie conferenze attorno a quattro grandi problematiche (riproduzione sociale e la produzione di ricchezze, l'accesso alle ricchezze e la sostenibilità, società civile e gli spazzi pubblici, il potere politico e l'etica nella nuova società), i 400 laboratori di discussione e approfondimento e le varie manifestazioni, soprattutto la marcia contro il neoliberismo, hanno dimostrato la grande voglia di cambiare la rotta dell'umanità, strappando le redini della storia dalla tirannia del capitale finanziario e dall'idolatria del lucro per ridarle, finalmente, nelle mani di chi ama il bene comune ed ha una profonda passione per la liberazione da tutti i sistemi opprimenti ed escludenti.
Il Forum di Porto Alegre, nel sud del mondo, ha potuto sancire la grande alleanza mondiale per creare una nuova società, distinta dalla logica attuale che mette il mercato e il denaro come uniche misure di valore, proponendo il parametro umano come il criterio per la costruzione del pianeta terra. Infatti, il Forum Sociale ha innalzato le seguente bandiere: l'essere umano deve diventare la misura di tutte le cose e non più il lucro del sistema neoliberale; il sociale deve riprendere ad avere il primato nel mondo e non più l'economia di mercato.
Insomma, l'evento di Porto Alegre ha rivelato la forza dei poveri, quando si uniscono e trasformano lo stesso sogno in un grande potenziale capace di dare una svolta al cammino del mondo, recuperando il calore della solidarietà di Porto Alegre (Brasile) contro la freddezza dell'individualismo di Davos (Svizzera), la bellezza della giustizia che fa sbocciare il bene comune voluta dai poveri contro la sanguinosa diseguaglianza che fa perpetuare la terribile miseria imposta dai ricchi . Il Forum Sociale ha davvero realizzato oggi la forza del piccolo Davide contro il gigante Golia del Forum Economico. Quello che era impossibile è diventato realtà, perché Dio si trova sempre al lato dei piccoli, esclusi e oppressi del mondo, e di qualsiasi mondo, e non in mezzo ai pochi potenti dei palazzi dell'imperio del capitale internazionale.
Insomma, nel sud del mondo è partita una vera "crociata" contro il sistema neoliberale, dichiarato un grande devastatore dei popoli della terra e capeggiato dal nord del pianeta. Ancora una volta, la speranza di un mondo nuovo, giusto e solidale, viene dalla maggioranza povera del sud del mondo e non dall'altra parte del pianeta che detiene la maggioranza ricca.
Il Consenso di Porto Alegre, ottenuto durante il Forum Sociale Mondiale (13 anni dopo il conosciuto Consenso di Washington che aveva stabilito la base ideologica uniforme per le politiche neoliberali), si può sintetizzare in sette grandi impegni, secondo un sondaggio fatto da alcuni partecipanti, perché corrispondono all'essenziale delle posizioni condivise dalla maggioranza: la democrazia rappresentativa in tutti i livelli e con l'inclusione sociale; la cittadinanza in tutti i livelli; la promozione del pieno impiego; la ristrutturazione del sistema finanziario internazionale con il cancellamento del debito estero ai paesi poveri; il rispetto delle differenze individuali e sociali con il diritto dei popoli di costruire le sue alternative di sviluppo; lo sviluppo auto-sostenibile contro la commercializzazione del mondo e della natura; la trasparenza delle istituzioni politiche finanziarie e sociali in tutti i livelli.
Le circa 1500 ongs brasiliane e straniere, i 2.800 partecipanti e i 10.000 militanti, che hanno reso possibile questo grande incontro mondiale, rappresentando 122 paesi del mondo, hanno deciso che è estremamente necessario e urgente cercare altre forme di organizzare il mondo, senza più un pensamento unico, ma l'unità nella diversità, verso "un altro mondo è possibile", come ha sventolato la bandiera del Forum Sociale, attraverso questo suo slogan, che fa sognare tutti e soprattutto riunisce tutte le forze del pianeta che, stanche di soffrire, vogliono giustizia e pace e non più lucro e miseria.
Belèm (Brasile), 31/01/2001
Adriano Sella Altri documenti sul Forum Mondiale Sociale:
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