| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
All'inizio del gennaio 2001, il Palazzo del Planalto1 ha presentato un nuovo spettacolo di carattere pubblicitario proponendo un bilancio della riforma agraria durante il suo governo e annunciando un fatto storico: la concentrazione della proprietà della terra in Brasile stava diminuendo. Lo spettacolo avrebbe potuto avere un diverso sviluppo se non fosse stato interpretato niente meno che dal Presidente della Repubblica, un sociologo di fama e dal suo Ministro della riforma agraria.
I dati e l'eloquenza dei discorsi, al di là del contenuto fantasioso del testo, hanno tentato di far credere che è in corso in Brasile una vera rivoluzione democratica produttiva e pacificatrice dei conflitti nelle campagne. Di fronte all'enorme discrepanza tra parole e realtà, siamo portati a credere che il governo ha perso di fatto la compostezza e qualsiasi scrupolo di serietà di fronte alla gravità della povertà e della disuguaglianza sociale che esiste nell'ambiente rurale brasiliano.
Contro questa farsa ufficiale, ci sono all'interno dello stesso governo, diversi studi, realizzati da organismi governativi o da Università, che rivelano e denunciano la brutalità dell'impoverimento dell'agricoltura brasiliana, la concentrazione della terra e la proliferazione di altre piaghe sociali nelle campagne che derivano dalle politiche del governo Cardoso2.
Quindi non dovrebbe essere necessaria una estenuante riproposizione dei dati di questa realtà agraria che lo stesso governo conosce e diffonde.
Ma forse due fatti possono risvegliare l'opinione pubblica brasiliana sulla situazione dell'ambiente rurale, al di là della propaganda ufficiale. È nel periodo del secondo mandato di Cardoso che si sta distribuendo il maggior numero di 'ceste basiche'3 a più di un milione di famiglie che vivono in campagna. È possibile pensare ad una situazione più drammatica e umiliante di quella di una famiglia che vive in ambiente rurale e per la prima volta nella storia dell'agricoltura di questo paese deve dipendere dalla cesta basica del governo?
In secondo luogo, è stato nell'anno 2000 che sono state realizzate le più numerose e unitarie manifestazioni di lavoratori rurali, che si sono mobilitati da marzo ad ottobre del 2000, con gigantesche manifestazioni: marce, proteste, occupazioni di latifondi e di edifici pubblici. Ora, tutto questo è stato fatto per puro passatempo?
Andiamo alle menzogne del governo Cardoso e del suo Ministro della riforma agraria.
Disturbato da questa constatazione il Ministro Jungmann non ha esitato a squalificare lo stesso lavoro dell'Incra, mettendo in dubbio la credibilità delle Statistiche Catastali. Ora, avvalendosi della stessa banca di dati condannata (le statistiche catastali dell'Incra), annuncia pubblicamente la riduzione dell'indice Gini nonostante i numeri assoluti forniti dall'Incra.
Senza entrare nei dettagli della utilizzazione di calcoli e indici, basterebbe a qualsiasi profano guardare le tabelle del Catasto dell'Incra dal 1992 al 1998, per verificare che l'area totale controllata dagli immobili rurali più grandi di 2000 ettari è stata ampliata di 56 milioni di ettari. Ossia di un'area tre volte superiore ai 18 milioni di ettari che il governo avrebbe espropriato e trasferito al programma di riforma agraria nel corso di sei anni.
Il famoso professore Rodolfo Hoffmann, della Unicamp5, uno dei responsabili dell'elaborazione delle informazioni delle Statistiche Catastali dell'Incra del 1998, ha coordinato uno studio che analizza la situazione della concentrazione e distribuzione delle terre in Brasile. Il documento è stato elaborato a partire dalla Convenzione Incra/Unicamp e analizza la struttura fondiaria in Brasile tra il 1967 e il 1998.
La Tabella seguente mostra l'evoluzione non soltanto dell'indice Gini, ma di altri indici collegati. In ogni caso, si constata un aumento della concentrazione della terra, in particolare tra il 1992 e il 1998.
| Anno | Indice Gini |
Dual do T de Theil |
Indice di Atkinson |
50- | 10+ | 5+ | 2+ | 1+ |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1967 | 0,836 | 0,894 | 0,827 | 3,5 | 77,8 | 65,3 | 52,7 | 44,6 |
| 1972 | 0,837 | 0,906 | 0,814 | 3,8 | 77,9 | 68,1 | 55,3 | 46,0 |
| 1978 | 0,854 | 0,933 | 0,837 | 3,3 | 80,3 | 71,6 | 59,7 | 50,4 |
| 1992 | 0,831 | 0,909 | 0,807 | 3,9 | 77,1 | 67,1 | 53,9 | 44,6 |
| 1998 | 0,843 | 0,918 | 0,825 | 3,5 | 78,6 | 68,9 | 46,3 | 55,9 |
Si può osservare che, a parte il caso dell'anno 1978, probabilmente per manipolazioni tipiche del regime militare, l'anno 1998 rappresenta i maggiori indici di concentrazione della proprietà fondiaria in Brasile, dal 1967.
Confrontando gli indici tra il 1992 e il 1998, si conferma l'incremento della concentrazione della terra, secondo le misurazioni di tutti gli indici utilizzati, il che, pertanto, smonta il discorso del governo.
Procedendo nell'analisi, Hoffmann calcola l'indice Gini per le cinque grandi regioni del Brasile, nel 1992 e nel 1998, arrivando ai seguenti risultati:
| Unidade Geográfica | Indice Gini | |
|---|---|---|
| 1992 | 1998 | |
| Norte | 0,849 | 0,851 |
| Nordeste | 0,792 | 0,811 |
| Sudeste | 0,749 | 0,757 |
| Sul | 0,705 | 0,712 |
| Centro-Oeste | 0,811 | 0,810 |
Dalla Tabella si conclude che, ad eccezione del Centro-Est, il cui indice Gini si mantiene stabile, in tutte le altre regioni brasiliane c'è stato un aumento di questo indice tra il 1992 e il 1998, fatto che avvalora la crescita dei livelli di concentrazione della terra nel periodo considerato.
Per provare definitivamente l'aumento della concentrazione della terra tra 1992 e 1998, lo studio preso in considerazione calcola la percentuale dell'area totale occupata dai dieci maggiori immobili rurali del paese, arrivando alla conclusione che quest' area è cresciuta in quel periodo dal 77.1% al 78.6%.
Esaminando il numero delle persone coinvolte nei conflitti per la terra, si constata un aumento dalle 214.653 persone coinvolte, in media, annualmente, tra il 1992 e il 1994 alle 508.507 persone coinvolte in media annualmente tra il 1995 e il 1999, con una crescita spettacolare del 137%.
Si nota che, nonostante l'espansione straordinaria dei conflitti e del numero delle persone in essi coinvolte, c'è stata una piccola riduzione nel numero medio di casi di omicidi, che è sceso del 5%. Si è passati da una media di 38 omicidi all'anno, prima di Cardoso, a 36 casi, in media, durante il governo Cardoso.
Ma sarebbe molto riduttivo analizzare la situazione di violenza contro i lavoratori nell'ambiente rurale brasiliano, considerando soltanto il numero dei morti, la sua forma più crudele. La violenza praticata quotidianamete, e in tutto il territorio nazionale, contro i lavoratori rurali, acquista forme sempre più sottili e perverse, anche nel caso della repressione fisica che porta agli omicidi.
Più che una pacificazione delle campagne, come vuole propagandare il governo, c'è stata in realtà una modificazione dei modi di agire. Prima la violenza fisica era praticata da jagunços, pistoleiros, dal braccio armato del latifondo. Oggi, e soprattutto durante il governo Cardoso, la repressione fisica viene esercitata principalmente dallo Stato. Si tratti di forze di polizia di qualsiasi tipo, la Polizia Militare, la Polizia Federale, insieme ai settori conservatori del potere giudiziario che hanno realizzato sgomberi illegali, hanno minacciato dirigenti, perseguitato, torturato, arrestato e anche, in qualche caso, hanno ucciso.
È sintomatico che l'anno 2000 abbia avuto il primato del numero di sgomberi, di arresti illegali, di processi di polizia e giudiziari, inventati. E che, tra i 14 assassinati nelle campagne, 11 siano del MST. In quindici anni di esistenza del MST, salvo nel caso dei massacri, mai, con nessun governo, il MST aveva perso tanti militanti uccisi in un solo anno. È con il governo Cardoso che è stato ucciso il più grande numero di militanti del MST.
E la cosa più grave è che l'impunità per latifondisti e mandanti continua ad essere totale. Cosa dice il governo Cardoso dell'esistenza di 80 processi soltanto riguardo ai più di mille casi di omicidi di lavoratori rurali e dei loro dirigenti? Cosa dice il governo del fatto che solo tre latifondisti mandanti di omicidio sono stati arrestati? Perché il governo non mobilita la sua base parlamentare, che approva tutto quel che vuole il governo, per approvare una legge che trasferisca alla giustizia federale i crimini contro i diritti umani?
La "statalizzazione" della violenza contro i lavoratori è frutto di una direttiva del governo. È stato il Presidente della Repubblica che ha incitato personalmente i governatori degli Stati alla repressione contro i lavoratori rurali e questo è stato attuato alla lettera dal governatore del Paraná. Al di là della parola d'ordine della violenza, il governo Cardoso ha creato una nuova base legale, specificamente rivolta a reprimere i lavoratori e le loro organizzazioni. Un apparato legale e politico molto più perfezionato che ai tempi della Dittatura militare.
Oltre alla creazione del "DOPS Rural"6 dentro alla Polizia Federale, sotto il suo comando, il governo Cardoso, attraverso atti amministrativi e Misure Provvisorie e progetti di Legge, molti dei quali incostituzionali, ha consacrato una base legale che trasforma aprioristicamente in delinquenti i lavoratori che lottano per la terra.
Con queste motivazioni, il governo ha adottato, tra le altre misure:
Ma la non veridicità di queste affermazioni è facilmente dimostrabile attraverso due espedienti.
Primo, basta consultare il bilancio della riforma agraria, fino al 23 ottobre. Informazioni dello stesso Incra rivelano che erano state insediate, in tutto il Brasile, soltanto 22.936 famiglie. D'improvviso, per miracolo, in appena due mesi, con tutte le difficoltà di bilancio, l'insufficienza dei funzionari dell'Incra, in periodo di elezioni, di feste di fine d'anno, la tabella raggiunge le 108.000 famiglie insediate. Il governo deve insegnare a fare magie anche per aumentare il salario minimo ...
Secondo, anche attraverso le risorse del bilancio è facile vedere la menzogna. Del valore totale di 1.3 miliardi di reais destinati dalla legge di bilancio/2000 all'Incra, è stato utilizzato solo il 67%, ossia 871 milioni di reais. All'interno di questi valori, nel verificare la voce ottenimento di terre, condizione necessaria per realizzare le mete dell'insediamento e della requisizione di terra, abbiamo verificato che dei 440.7 milioni autorizzati dalla legge di bilancio, ne sono stati spesi solo il 55%, 252.4 milioni.
Supponendo che sia stata raggiunta la meta dell'insediamento di 20.000 famiglie con il progetto della Banca della Terra e che altre 20.000 famiglie siano state insediate in terre pubbliche, le risorse applicate nell'ottenimento di terre, sarebbero servite ad insediare 68.986 famiglie, corrispondenti al 63% del numero totale di famiglie che il governo ha dichiarato di avere insediato (108.986), il che, pertanto, avrebbe richiesto un'area equivalente al 63% dell'area totale di 3.861.268 ettari ottenuti nell'anno 2000, secondo il documento del governo.
Si ottiene così che 2.432.599 ettari sono stati destinati all'insediamento delle 68.986 famiglie, con una media di 35 ettari per famiglia. Dividendo il valore totale impegnato per l' ottenimento di terre (R$ 252,4 milioni), per l'area (2.432.599 ettari), si conclude che il costo, per ettaro, della terra, è stato di R$ 104, il che corrisponderebbe a un costo totale, per famiglia, di R$ 3.664. (anche se nella pagina di propaganda dell'Incra dicono che spendono oggi 9.393 reais, per la terra, per insediare una famiglia).
Delle due l'una: con questi dati di bilancio, o il governo mente in modo palese, o il governo perde tempo, poiché con questi costi, avrebbe potuto generare milioni di posti di lavoro nell'agricoltura. risolvendo il problema sociale della disoccupazione.
Analizzando le risorse complessive del bilancio per la riforma agraria, diviene ancora più evidente la menzogna del governo. Le spese realizzate dall'Incra hanno avuto la seguente evoluzione durante i governi di Cardoso: 1995 sono stati spesi 1.3 miliardi di reais, 1996, 1.4 miliardi. Si è passati a 2 miliardi nel 1997 e 2.2 miliardi nel 1998. Da allora si è tornati a 1.3 miliardi nel 1999, a causa dei tagli di bilancio imposti dal FMI durante la crisi del 1999, e infine all'anno 2000, durante il quale sono stati spesi soltanto 900 milioni di reais. Se togliamo anche l'inflazione che c'è stata nel periodo 1997-2000, si può vedere che la riforma agraria ha avuto il suo bilancio progressivamente ridotto.
Per quanto riguarda il totale delle famiglie insediate, il governo celebra il fatto che dal 1995 al 2000, avrebbe insediato 482.206 famiglie. Si tratta di un numero inventato, come è stato denunciato dai movimenti sociali. Nella propaganda il governo dice che ha espropriato 18 milioni di ettari per insediare queste famiglie. Ma perfino nella pagina di Internet dell'Incra è scritto che tra il 1995 e il 2000 sono stati espropriati 10 milioni di ettari!
D'altra parte il governo nasconde la realtà segnalata dai dati dell'IBGE, che tra il 1995 e il 1999, circa 840.000 famiglie (4.200.000 persone) hanno abbandonato le aree rurali del paese per gli effetti dell'attuale politica agricola. Ossia, anche se si dà credito all'affermazione che il programma ha raggiunto le sue mete, si deve concludere che, nell'insieme della politica generale per l'agricoltura, gli insediamenti stanno svolgendo soltanto un insufficiente ruolo di compensazione sociale di fronte ad una politica economica escludente.
Si sa che la gran parte di queste terre è localizzata nelle fasce di frontiera. Per pressione del Pubblico Ministero Federale, il governo ha emesso la Misura Provvisoria che ha dato origine all'attuale legge n° 9.891/99 che richiede che i detentori di terre in queste regioni sottopongano i loro titoli di proprietà all'omologazione dell'Incra. Il governo avrebbe indennizato le terre espropriate che appartenevano all'Unione.
Nella prima stesura della Misura Provvisoria, si imponeva per ottenere l'omologazione della titolarità di questi immobili, che la proprietà rispondesse a tutti i requisiti che definiscono la funzione sociale (produzione, produttività, protezione ambientale e rispetto della legislazione del lavoro). Già nella prima riedizione della Misura Provvisoria, per pressione dei latifondisti, il governo ha revocato l'esigenza del compimento della funzione sociale, condizionando l'omologazione a "criteri fissati dall'Incra".
È qui che sta la mascherata della caccia ai falsificatori, poiché quelli che sono stati localizzati nella zona di frontiera e che ne devono costituire la maggioranza, tratteranno per regolarizzare i "loro" immobili basandosi su questa legislazione abbastanza strana, in cui i criteri di omologazione saranno decisi a porte chiuse tra i latifondisti e i dirigenti dell'Incra. Non è per caso che il gruppo ruralista al Congresso l'ha approvata molto rapidamente, avendo già approvato il progetto che concede un altro anno perché i "titolari" dei grandi immobili della frontiera richiedano l'omologazione di queste terre all'Incra.
Indifferenti allo scherzetto del Ministro che propaganda la "caccia ai falsificatori", i latifondisti non si sono preoccupati di regolarizzare il catasto all'Incra, preferendo rientrare nel processo di omologazione dei titoli basato sulla legge appena citata.
Rispetto poi al dettato costituzionale che dice che nessuna persona fisica o giuridica straniera può ottenere titolo di proprietà di terre, senza l'approvazione del senato, il governo fa finta di non vedere. Tutti sanno, per esempio, che la Setta Moon, di origine coreana, ha comprato nella fascia di frontiera del Matto Grosso del Sud, più di 50.000 ettari di terra, recentemente.
Dal lato dei sussidi dati con il Pronaf è faciile vedere la presa in giro del governo. Secondo dati pubblicati dal governo sulla stampa, durante l'anno 2000, il governo ha concesso intorno a 42 miliardi di reais in sussidi per differenti settori dell'economia. Tra questi, il settore più privilegiato è stato quello dello stimolo alle esportazioni che ha ricevuto non meno di 14 miliardi. I ricchi turisti brasiliani, nel ritornare nel loro paese, hanno ricevuto un sussidio di 707 milioni, per pagare prodotti importati nei negozi dell'aeroporto, senza pagare tasse. Tutto il sussidio del Pronaf durante il 2000 è stato di 392 milioni di reais.
Il secondo indicatore è quello della produzione agricola. Nel 1995 la produzione agricola totale di cereali è stata di 522 chili per abitante. Trascorsi cinque anni di una politica agricola ed economica di successo, la produzione agricola totale, per persona, nel raccolto del 2000, è stata di appena 498 chili per abitante. Dove sta il successo della politica agricola del governo?
E infine, le importazioni agricole. Quando il governo Cardoso ha assunto il primo mandato, il Brasile spendeva circa 800 milioni di dollari per l'importazione di grano, mele e altre prodotti difficili da produrre per ragioni climatiche. Ora, nell'anno 2000, grazie al successo della politica agricola del governo, il Brasile ha speso 4.8 miliardi di dollari per l'importazione di prodotti agricoli. Di tutte cose che avrebbero potuto essere prodotte in Brasile da riso, latte e carne a miglio, acqua minerale, cocco di Bahia.
Questa è la riforma agraria virtuale del Ministro Jungmann. Che ora, ha come aiutante lo stesso Presidente della Repubblica. Forse è stato per questo, che nel suo ultimo viaggio in Italia, il Ministro ha ricevuto da organizzazioni locali, un grande pinocchio per regalo.
São Paulo, gennaio 2001.
Note:
1) Sede del governo brasiliano
2) sito: www.pt.org.br/assessor/agrario.htm
3) cesta basica: prodotti alimentari di base distribuiti gratuitamente
4) Vedi A Concentração e a Ociosidade da Terra no Governo FHC, disponibile nel sito citato prima.
5) A Estrutura Fundiária no Brasil de Acordo com o Cadastro do Incra: 1967 a 1998 - Convênio INCRA/UNICAMP, Setembro de 1998.
6) DOPS RURAL (departamento de ordem política e social), della polizia, attivo negli anni della ditattura
7) MDA : Ministero dello sviluppo Agrario
8) Pronaf: Programma Nazionale di Rafforzamento dell'Agricoltura Famigliare
João Pedro Stedile, 47 anni, economista, è membro della direzione nazionale del MST
Gerson Teixeira, agronomo e dirigente della Associação Brasileira de Reforma Agrária - ABRA
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