| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
Ma il Mondo è di fronte a grandi dilemmi.
Molti dei nostri problemi locali si risolveranno soltanto con rivolte popolari contro i nostri governi, per costruire regimi politici di vera democrazia popolare, che abbiano il coraggio di riorganizzare l'economia (intendendo per economia la produzione e non la speculazione) volgendola a rispondere agli interessi della popolazione.
Altri problemi internazionali si risolveranno soltanto se riusciremo, nei prossimi anni, a portare avanti meccanismi di organizzazione che costruiscano, a livello internazionale, alleanze tra i popoli, non più tra i governi.
Le esperienze di mobilitazioni di massa a Seattle, Praga e in altre località nelle quali hanno manifestato, simbolicamente, persone provenienti da tutto il mondo, sono sintomi importanti del fatto che è possibile costruire alleanze senza i governi, contro i governi e il capitale.
La nostra aspettativa è che il Forum Sociale realizzato a Porto Alegre contribuisca in questo cammino di costruzione di organismi internazionali realmente rappresentativi dei popoli. Certamente il cammino sarà lungo, poiché dipende dalle risorse economiche, dipende dall'identificare la vera rappresentatività sociale e non solamente formale o di sigla di ciascuno. Dipende dall'esercizio della pluralità ideologica, etnica, culturale, dalla tolleranza politica e dalla capacità di mettere in agenda i veri problemi che l'umanità affronta.
Per questo, il nostro movimento continuerà a svilupparre tutti gli sforzi possibili, nelle sue relazioni internazionali, per costruire questa grande alleanza tra i popoli. Seattle, Praga, Porto Alegre, sono punti di incontro e riflessione. Sono momenti simbolici di manifestazione, ma non sono sufficienti. A Porto Alegre non sono confluite tutte le forze popolari rappresentative. C'è ancora molto "turismo di classe media", molte organizzazioni, dette ONG, che rappresentano poco. C'è ancora una scarsa rappresentatività popolare.
Ma è una parte del cammino. I temi in programma sono importanti e le riflessioni che ne scaturiranno contribuiranno a far compiere passi avanti.
A Porto Alegre, i movimenti contadini di tutto il mondo hanno alzato la bandiera della democratizzazione dei semi. Abbiamo iniziato la campagna internazionale contro i transgenici e per il diritto di ogni agricoltore a coltivare i propri semi. I semi sono un patrimonio dell'umanità. E non devono essere posti sotto sequestro e usati come fonte di lucro da parte di alcune poche imprese transnazionali. Per questo siamo contro i transgenici perché, al di là dei pericoli per la salute pubblica e per l'ambiente, consentono il controllo monopolistico dei semi e pongono un'ipoteca sul diritto di coltivare.
Anche questa iniziativa del movimento degli agricoltori, per quanto importante, non è tuttavia sufficiente.
Dobbiamo costruire una grande alleanza internazionale tra organismi rappresentativi di base dei nostri popoli, capace di dar vita a una nuova interconnessione di forze a livello nazionale e internazionale che ci permetta di fronteggiare l'impero del capitale finanziario, del profitto, del militarismo, del neocolonialismo, della imposizione culturale.
Un nuovo soggetto internazionale rappresentativo, che riesca a collocare sul tavolo i veri problemi dell'umanità, a partire dal problema fondamentale che è garantire ad ogni persona il diritto al lavoro (è il lavoro che ci distingue dagli animali!), che discuta le soluzioni ai problemi di sopravvivenza delle persone, come la fame o una abitazione degna (problema che riguarda più di un miliardo di persone), che rifletta sul diritto delle persone ad accedere alle conoscenze, all'educazione e alla cultura.
La scienza, la ricerca, l'intelligenza umana devono essere al servizio delle necessità dell'uomo e non delle nuove armi biologiche, stellari, dei transgenici... e di altri meccanismi che fanno solo in modo che il capitale mantenga il suo tasso di profitto.
L'Umanità non resisterà ad un altro secolo di dominio del capitale. Dobbiamo unirci, organizzarci nei nostri paesi per costruire regimi politici atti ad indirizzare la produzione di beni in funzione di necessità reali. Per costruire una società realmente fondata sull'uguaglianza, la solidarietà e la giustizia sociale.
Come dice un testo teatrale in Brasile, "per quanto il regno del capitale si senta molto forte, il re è nudo!"
João Pedro Stedile, 47 anni, economista, membro della direzione nazionale del Movimento dei lavoratori rurali senza terra - MST, membro del coordinamento del Forum sociale mondiale di Porto Alegre, e tifoso della Juventus (in Italia).
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