Documenti: di Stedile Movimento Sem Terra
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La riforma agraria in televisione

João Pedro Stedile e Gerson Teixeira
Maggio 2002

Molto denaro pubblico ha girato negli ultimi setti anni per mettere in moto un significativo progetto pubblicitario del governo federale sulle supposte realizzazioni del programma di riforma agraria.
Come risultato, almeno fino a poco tempo fa, i brasiliani influenzati dalla tv, potevano credere che fosse in atto in Brasile un processo rivoluzionario della struttura della proprietà e dell'uso della terra del paese. Il latifondo pareva ormai una cosa del XVI secolo. La concentrazione della proprietà della terra? "Non era che una statistica ingannevole", affermava il ministro Jungmann. Il presidente Cardoso ha avuto la sfacciataggine di annunciare in Spagna: "Non abbiamo più senza terra, il nostro problema è solo fare in modo che tre milioni di lavoratori insediati si trasformino rapidamente in efficienti agricoltori familiari".
Tutta questa "rivoluzione" sarebbe avvenuta grazie alla generosità del governo e alle forze del mercato, appoggiati dai saggi consigli della Banca Mondiale che applicava gli stessi metodi in Africa del Sud, Guatemala, Colombia.....
Insomma, ai quattro angoli del mondo si è sentito parlare del fatto che il Brasile sperimentava la maggiore riforma agraria mai realizzata sulla faccia della terra. Perfino il Sommo Pontefice è stato più volte visitato perché benedicesse i responsabili di questa prodezza pacífica, senza precedenti.
Purtroppo si trattava di tutta una finzione, che ha prevalso però per anni, sull'immagine delle reali condizioni di miseria e abbandono a cui sono relegati milioni di famiglie di lavoratori rurali di questo paese.

Ora, da qualche settimana, finalmente, la dura realtà è venuta a galla. La grande stampa brasiliana ha deciso di parlarne e ha finito con il confermare le denunce delle organizzazioni di lavoratori e degli stessi funzionari dell'Incra, mostrando che quel programma di riforma agraria è solo una frode politica del governo.
Non riproduciamo i dati specifici della frode, poiché la stampa lo ha già fatto abbondantemente. Solo per confermare quale sia la realtà sociale dantesca delle aree rurali, completamente discrepante rispetto al quadro fino ad ora dipinto dal governo, vorremmo segnalare alcuni dati rivelati di recente dal Censimento 2000 dell'IBGE.
Il Censimento mostra che ci sono nelle campagne brasiliane 7.460.235 domicili, il 58,6% dei quali presentano un reddito mensile che va da zero ad un salario minimo. Cioè sopravvivono con un reddito mensile inferiore ai cento dollari.
E certo la maggioranza di loro riceve il reddito dalla Previdenza Sociale e non dal lavoro agricolo. In relazione all'analfabetismo, il 32,6% dei 28 milioni di bambini della zona rurale, con un'età al di sopra dei cinque anni, è ancora analfabeta. Tra i bambini tra i 5 e i 9 anni, il tasso di analfabetismo è del 65%. Nella popolazione rurale con 10 o più anni di età, il tasso di analfabetismo arriva al 27%. Tra i 45 e i 49 anni, è del 37%, tra i 55 e i 59, del 49%; e nella fascia da 65 a 69 anni è del 50%.

Per quanto riguarda le condizioni delle infrastrutture di base, il Censimento rivela che dei 7, 4 milioni di domicili delle aree rurali, solo il 18% possiede l'allaccio all'acqua, solo il 9,5% dispone della fossa settica.
Per quanto riguarda la questione agraria, i dati rivelano che tra l'ultimo censimento agro-zootecnico del 1985 e quello del 1996, sono scomparsi non meno di 920.000 stabilimenti agricoli inferiori ai cento ettari. I dati dell'Incra sono ancora più rivelatori del brutale processo di concentrazione della proprietà della terra in Brasile. Tra il 1992 e il 1998, il catasto ha registrato che gli immobili con più di duemila ettari sono cresciuti. Erano 19.077 nel 1992, e sono diventati 27.556 nel 1998, ossia è aumentato il numero di grandi fazendeiros e questi nello stesso tempo hanno accumulato terre, arrivando a controllare da 121 a 178 milioni di ettari Ossia, in solo sette anni, sono stati accumulati non meno di 57 milioni di nuovi ettari nelle mani di 27.000 fazendeiros soltanto. Il che ha prodotto molta più concentrazione rispetto agli 11 milioni di ettari distribuiti dall'Incra alle circa 350.000 famiglie di senza terra.
La realtà delle campagne rivela che nell'ultima decade ha continuato ad esserci una forte concentrazione della proprietà della terra e non la distribuzione come sarebbe dovuto succedere con una riforma agraria. E la povertà e la disuguaglianza sociale sono aumentate ancora di più nelle campagne. Ma alla televisione tutto continua ad essere dipinto a colori vivaci.......

JOÃO PEDRO STEDILE/ MST e GERSON TEIXEIRA, presidente dell'ABRA

 
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