| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
1. Il Forum Social Mundial deve servire da strumento
per portare l'esperienza del MST e degli altri movimenti simili
nel mondo? E' la globalizzazione della lotta per la terra?
Il Forum è uno spazio di dibattito e scambio, permette
di scambiare idee e sogni. E' un Porto ogni volta più allegro
e internazionale, nel quale si ancorano, per una settimana, persone
provenienti dal mondo intero.
In relazione ai movimenti contadini, noi abbiamo un'organizzazione
internazionale che è Via Campesina, e approfittiamo sempre
dell'occasione offerta dal Forum, per riunirci, scambiare idee,
prima di tutto, tra noi dei movimenti contadini, e poi anche con
gli altri movimenti sociali, nelle assemblee mondiali che abbiamo
realizzato. Ma anche con altri settori . In certo modo, lei ha
ragione, stiamo creando una globalizzazione della lotta per la
terra. Perché negli ultimi venti anni il capitale finanziario
internazionale e le sue multinazionali stanno impadronendosi dell'agricoltura,
delle agroindustrie, del commercio agricolo, in tutto il mondo.
Quindi il capitale ha globalizzato le forme di sfruttamento e
ha portato come contraddizione che i movimenti contadini, prima
molto corporativi, localistici, oggi si internazionalizzano, si
conoscono, si globalizzano. Ora, all'interno di Via Campesina,
abbiamo scoperto che i principali sfruttatori degli agricoltori
del Brasile sono gli stessi che stanno in India, nelle Filippine,
in Africa del Sud, in Messico, in Europa, ossia, la Monsanto,
la Nestlé, ecc.
2. Che tipo di relazioni ha il MST con gli altri movimenti
di lotta per la terra? E l'esperienza con la causa palestinese,
quando nel 2002, un rappresentante del MST, è stato fotografato
al fianco di Arafat, con la bandiera del movimento, ha portato
a qualche risultato positivo?
Dalla nascita del MST abbiamo sempre avuto una visione latino-americanista,
sempre ci siamo incontrati con altri movimenti contadini. Sia
perché eravamo vicini a loro geograficamente, sia perché
i Movimenti contadini del Messico, dell'America Centrale, dell'America
Andina, avevano un'esperienza storica maggiore della nostra. Attraverso
questo processo, abbiamo costruito un'organizzazione latino-americana,
che scambia esperienze e si riunisce in congressi e conferenze.
Dopo, a partire dal 1995, abbiamo costruito Via Campesina, che
è internazionale e riunisce più di 90 organizzazioni
di tutto il mondo, di tutti i continenti.
In relazione alla Palestina la nostra posizione è di solidarietà
con la lotta del popolo palestinese, così come con quelle
di qualsiasi popolo del mondo che lotti per i propri diritti.
Quando Mario Lill è stato a Ramallah, stava partecipando
ad una iniziativa di Via Campesina internazionale. L'episodio
ha avuto una grande ripercussione perché, mentre la delegazione
era a Ramallah, c'è stato l'attacco al quartier generale
di Arafat, che è stato circondato. Il risultato di quell'episodio
è che la solidarietà internazionale ha impedito
che l'esercito di Israele bombardasse l'edificio e arrivasse ad
uccidere il Presidente Arafat.
Ma questo episodio non è isolato. Abbiamo partecipato a
molte altre attività di solidarietà, anche con il
popolo di Israele. Abbiamo scambi con kibbutz, li conosciamo,
abbiamo imparato dai loro errori e successi. Anche io ho partecipato
ad una missione nel 1999 che ha visitato uno scienziato israeliano,
Modechai Vanunu, che è in prigione da più di 15
anni, perché ha denunciato che Israele può produrre
la bomba atomica. Siamo stati a trovarlo con una delegazione di
vincitori del Premio Nobel alternativo. Purtroppo la cosa non
avuto ripercussioni in Occidente e Vanunu continua a stare in
carcere.
Vorrei approfittare di questo argomento per denunciare che il
governo di Israele del Signor Sharon, ha proibito di uscire dal
paese a un invitato speciale del Forum Social Mundial. Si tratta
di monsignor Atalla Hanna, vescovo della chiesa ortodossa di
Betlemme, che ha più di 70 anni. Le autorità gli
hanno sequestrato il passaporto poiché è cittadino
di Israele e non potrà stare con noi a Porto Alegre.
3. In che modo il MST e Via Campesina possono contribuire
ad abbattere le barriere commerciali nei confronti dei prodotti
agricoli brasiliani in Europa e negli USA?
Il MST e Via Campesina stanno discutendo da molto tempo su
come le imprese multinazionali manipolino alcuni governi, manipolino
la Organizzazione Mondiale del Commercio e impongano le proprie
condizioni per ottenere più vantaggi e più profitto.
Noi sosteniamo l'idea che il commercio internazionale dei prodotti
agricoli e degli alimenti non può essere governato dalle
regole della OMC. Il commercio internazionale deve essere subordinato
alla sovranità alimentare. Ossia, ogni paese ha il diritto
e il dovere di produrre gli alimenti necessari per il proprio
popolo. E vendere soltanto l'eccedente e comprare l'indispensabile,
quello che non si riesce a produrre.
Siamo contro la standardizzazione degli alimenti, che
è un pericolo e un crimine contro la diversità culturale
all'interno della nostra civiltà, che le mulinazionali
vogliono imporre. Oggi, il grano, la soia, il miglio, il riso,
rappresentano più dell'85% dei cereali consumati nel pianeta.
Questo genera una dipendenza molto grande della popolazione. Le
politiche di sussidio e di protezionismo praticate negli USA
e in Europa non favoriscono i loro piccoli agricoltori, favoriscono
solo le grandi multinazionali, che ottengono lì, vantaggi
comparativi per competere con i paesi del Terzo Mondo e, vendendo
in forma sussidiata, ci rendono dipendenti.
Abbiamo sempre discusso delle forme possibili per mobilitarsi
e lottare contro questa politica agricola internazionale. E stiamo
pianificando grandi mobilitazioni in tutto il mondo, per il prossimo
mese di settembre, durante la riunione dell'OMC a Cancun, in Messico.
La OMC non ha diritti né legittimità, non appartiene
al sistema dell'ONU e non può pretendere di creare regole
per l'umanità.
Il mondo ha bisogno di riorganizzare tutto il suo sistema di organismi
internazionali. Cominciando dall'ONU, che obbedisce solo agli
ordini degli USA e non riesce a fare in modo che Israele rispetti
le sue deliberazioni. Che valgono solo quando sono contro i paesi
poveri. Gli USA sono i primi a non rispettare le regole internazionali,
basta vedere l'accordo di Kyoto (...).
4 Le azioni del movimento sociale devono cambiare con l'arrivo
al potere di un gruppo che simpatizza con le sue idee? E' intenzione
del MST mantenere la tregua di fronte al governo Lula, o questo
atteggiamento può rappresentare un ritardo per le conquiste
del movimento? Le occupazioni ci saranno ancora?
I movimenti sociali di tutto il mondo e qui in Brasile devono
mantenere una totale autonomia dai governi, dallo stato, dai partiti
e dalle chiese. E da questo che proviene la loro legittimità
e la loro forza nell'organizzare il popolo in modo indipendente.
Ogni volta che un movimento sociale è divenuto dipendente
da un partito, dallo stato o dal governo, è finito. Può
anche continuare a esistere sulla carta, attraverso il proprio
simbolo, ma finisce la sua forza. Ciò che è cambiato
qui in Brasile, con l'elezione e la vittoria di Lula, è
la correlazione di forze, non la forma di agire dei movimenti
sociali. Con la vittoria elettorale di Lula, il popolo ha detto
chiaramente che vuole cambiare. E ha dato questa forza a Lula.
Quindi, ora, in relazione alla riforma agraria, è chiaro
che il latifondo ha perso forza e che il governo Lula ci aiuterà
a combattere il latifondo. E' lo stesso vale per le forme di lotta.
Le forme di lotta non sono risultato della volontà dei
dirigenti o di accordi. Sono espressione soltanto del livello
di contraddizione sociale che si crea nella società, a
causa delle sue disuguaglianze e ingiustizie. Può scrivere
in grassetto, fino a che in Brasile ci sarà il latifondo
da un lato e i senza terra dall'altro, ci saranno sempre occupazioni
di terre. Così come fino a quando ci sarà speculazione
immobiliare in città e molta persone saranno senza casa,
ci saranno occupazioni di terreno urbani.
5. E' sempre più forte la pressione perché
i paesi poveri adottino alimenti transgenici come alternativa
per combattere la fame. Secondo il MST, la resistenza a questi
alimenti, sarà realizzabile nel prossimo futuro?
Il problema della fame del mondo non è mancanza di
alimenti, non è mancanza di produzione di alimenti. E'
mancanza di distribuzione di cibo. Avanza cibo nella maggior parte
dei paesi. Il problema è che il popolo non ha soldi, reddito
per poter comprare.
Ora, le pressioni che esistono per adottare sementi transgeniche,
provengono dalle multinazionali, non più di dieci,
che vogliono controllare i semi in tutto il mondo. E poiché
controllano la tecnologia dei transgenici, della biotecnologia,
vogliono imporla.
Il MST e Via Campesina, continuano a sostenere con tutte le forze,
(e aumenta sempre di più l'appoggio della società
in tutto il mondo) la loro contrarietà nei confronti degli
alimenti transgenici. Ed è sempre più chiaro che
i semi transgenici non sono più produttivi, non sono più
redditizi, e continuano a produrre danni all'ambiente. Tutti i
giorni escono notizie sui giornali su questa manipolazione.
Abbiamo invitato a testimoniare al FSM, una agricoltore canadese,
il signor Percy Shemeister, che ha condotto una lotta
storica contro la Monsanto, che usa in Canada metodi perversi
per impedire che gli agricoltori conservino i loro stessi semi.
Quello che è in gioco, nella lotta contro i transgenici,
è il controllo delle multinazionali sugli alimenti e sull'agricoltura.
E' in gioco la sopravvivenza dei piccoli agricoltori, è
in gioco la sovranità alimentare dei popoli. E noi lotteremo
fino alla fine e siamo certi di vincere.
L'umanità si è sviluppata fino ad oggi, perché
la produzione di semi era democratizzata; Qualsiasi contadino
poteva produrre i propri semi. Oggi, le multinazionali, vogliono
il monopolio. Non lo permetteremo. Anche per questo lanceremo
nel FSM, il giorno 24, nel pomeriggio, allo stadio Gigantinho,
una campagna internazionale che ha come slogan "I semi sono
patrimonio dell'umanità". E questa campagna sarà
portata in tutto il mondo perché gli agricoltori producano
i propri semi. Poi faremo una iniziativa nell'insediamento di
Charqueadas per lanciare la campagna qui in Brasile, nella nostra
base, con la presenza di diverse personalità come Noam
Chomski, Peter Rosset, Pat Money, Silvia Ribeiro, Jean Zigler.
(la domanda 6 relativa a polemiche interne al Rio Grande del Sud è stata tagliata)
7. E' il terzo anno che lei partecipa al Fórum Social
Mundial. Che valutazione dà del contributo di questo evento
alle cause sociali?
Come ho detto all'inizio il FSM è un porto. Non è
un'organizzazione, la sua funzione non è organizzare, compilare
documenti o linee politiche. Ma è stato uno spazio importante
per discutere idee. E questo è stato fondamentale in questa
congiuntura internazionale e nazionale di egemonia del neoliberismo
e di ampliamento del monopolio delle comunicazioni.
Grazie al FSM, i temi sociali, le cause del popolo, sono tornati
ad avere spazio ed è stato possibile dire che non è
vero che il neoliberismo è la fine della storia. Il FSM
ha spezzato l'egemonia del 'pensiero unico' che esisteva nei mezzi
di comunicazione, nelle università, negli ambienti politici.
Quindi, il maggior contributo del FSM è stato stimolare
il dibattito. E spero che con il nuovo governo Lula, si apra un
periodo di dibattito in tutta la società brasiliana. Tutti
sappiamo i limiti che ci sono alla realizzazione dei mutamenti
che il nuovo governo affronterà. Ma la via d'uscita è
nella discussione, nel formare grandi correnti di opinione pubblica,
è l'organizzazione delle persone, è la partecipazione
popolare. E' la mobilitazione della società.
| Home Page | Mappa del sito | Interviste a Stedile | Notizie gennaio '03 |