| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
Brasil de Fato - La direzione del MST ha incontrato il presidente Lula per discutere la situazione della riforma agraria nel paese. Che valutazione fa il movimento di questo incontro?
João Pedro Stedile- L'incontro è stato molto importante e positivo, perché ha permesso una valutazione collettiva dell'opportunità storica che abbiamo di realizzare la riforma agraria.
C'è un proposito comune, nel governo e nei movimenti sociali, che esista una correlazione di forze favorevole, per sconfiggere il latifondo arretrato.
Il governo è disposte a mettere al primo posto la riforma agraria nel secondo semestre, facendo anche un'autocritica, riguardo al fatto che nei primi sei mesi si è preoccupato solo della politica agricola (piano del raccolto) e di sistemare la casa.
Il segnale positivo del colloquio è stato così chiaro che il latifondo arretrato e i suoi rappresentanti nella stampa e in parlamento hanno reagito immediatamente.
BF - Quali sono state le principali rivendicazioni presentate dal MST?
Quale l'impegno assunto da Lula?
Stedile- Il MST non ha portato al presidente un elenco di rivendicazioni.
Abbiamo portato un documento con riflessione su quel che consideriamo necessario per una vera riforma agraria.
Abbiamo mostrato che è necessario un processo "di massa", per rispondere alle migliaia di poveri nelle campagne e che la riforma agraria deve coniugarsi all'agroindustria, all'assistenza tecnica e all'educazione in ambiente rurale.
E, invece di dare priorità alle esportazioni e all'agrobusiness, abbiamo bisogno di un modello nuovo che dia priorità alla produzione di alimenti, al mercato interno, alla generazione di posti di lavoro e alla distribuzione del reddito.
Questa è l'essenza del nostro documento.
Al Planalto c'è stato dibattito, dialogo, non un elenco.
Abbiamo notato una grande convergenza di idee, frutto degli impegni storici dei partiti di sinistra al governo, della persona del presidente e del lavoro svolto dai movimenti sociali
BF - In che modo il presidente vuole dare priorità alla riforma agraria? Sono stati stabiliti tempi per la realizzazione delle mete del Piano Nazionale di Riforma Agraria (PNRA)?
Stedile- Prima di tutto il governo mobiliterà vari ministeri, non solo il Ministero dello Sviluppo Agrario (MDA). Poi è stato costituito un gruppo interministeriale, per una rilevazione concreta di quante terre pubbliche e ipotecate con organismi pubblici possono essere immediatamente rese disponibili. Terza cosa, c'è un impegno per ristrutturare l'INCRA, con le risorse finanziarie e umane necessarie. Noi abbiamo presentato l'idea che è possibile, in quattro anni di governo, insediare al minimo un milione di famiglie.
Il governo preferisce lavorare con una meta politica, fare una riforma agraria "di massa" e con qualità. Tutto dipende dalla capacità dei movimenti sociali e dalla correlazione di forze. Se ce la faremo, conquisteremo un milione di famiglie insediate. E il governo si è impegnato a preparare, nelle prossime settimane, un piano nazionale di riforma agraria, che prenda in considerazione tutte le idee che abbiamo presentato. Sarà il principale strumento per un grande programma di creazione di posti di lavoro nel paese.
BF - Qual è il nuovo modello di insediamento presentato dal MST? In che modo si differenzia dal precedente? Quale valutazione dà il presidente di questo nuovo progetto?
Stedile- È difficile parlare di modello. Abbiamo presentato idee storiche, accumulate lungo questi anni, dal MST, da movimenti sociali e intellettuali organici che capiscono di riforma agraria. Non possiamo limitarci a distribuire semplicemente lotti individuali, ma lavorare alla prospettiva di lotti più piccoli e organizzare la cooperazione agricola nella produzione. Lavorare alla prospettiva di raccogliere le case in agroville, urbanizzare il nucleo comunitario per facilitare l'accesso ai servizi pubblici come acqua, luce elettrica, scuola. Ottenere l'assistenza tecnica con tecnici che abitino degli insediamenti. Sviluppare l'agroindustria, come forma per migliorare il reddito e creare posti di lavoro per giovani delle campagne. Unire tutto questo a un grande processo di scolarizzazione, di educazione adeguata.
Infine, costruire un nuovo modello tecnologico, basato sull'agricoltura biologica e non sugli agrotissici.
BF - Uno dei problemi degli agricoltori insediati è la mancanza di credito per la produzione. Si sa che in alcune regioni la produzione agricola riesce a fornire le risorse necessarie a vari comuni. Come sono stati valutati questi aspetti dal presidente?
Stedile- In primo luogo c'è un aspetto di emergenza, che è stato risolto. Il presidente ha firmato un decreto che regola e autorizza la Conab ad acquisti anticipati e acquisti diretti, dei prodotti degli insediamenti, in tutto il paese. Sono stati liberati 400 milioni di reais del Ministero "Fame Zero". Questa è una grande conquista poiché garantisce l'acquisto, da parte del governo, e a prezzi di mercato, di tutto quello che l'insediato produce. Così sfugge all'intermediario. D'altro lato, poiché sono risorse di Fame Zero, l'idea è che la Conab dia questi prodotti ai sindaci e alle scuole dei loro comuni per assistenza ai poveri. Oltre a questo, gli insediati più antichi e più organizzati avranno accesso alle risorse previste nel Pronaf per il piano-raccolto.
Qui la questione è garantire che le banche siano deburocratizzate. E ci hanno garantito che c'è un gruppo di lavoro a questo fine, specialmente in riferimento alla Banca del Nordest e alla Basa. Abbiamo presentato anche la proposta di ricreare un programma di credito speciale per gli insediati secondo il modello del Procera. Ossia, all'interno del programma del Pronaf, avere una modalità speciale, senza burocrazia, adeguata alla precarietà delle famiglie che hanno appena ottenuto la terra. Formeremo un gruppo di lavoro con il MDA e l'Incra per andare avanti con questa proposta. Alla fine, c'è un impegno del governo di liberare immediatamente risorse per un programma di agroindustria negli insediamenti.
BF - Negli ultimi mesi la violenza nelle campagne si èesasperata. La formazione di milizie organizzate dai latifondisti per contenere i senza-terra è stata ampiamente divulgata dalla stampa. Come ha valutato il presidente questo scenario?
Stedile- Questo tema non è stato discusso. La nostra valutazione è che esistono due aspetti. Si bleffa molto da parte dei latifondisti arretrati, interessati a creare un clima di falsa tensione nelle campagne, per preoccupare governo e opinione pubblica. Ma ci sono anche settori più radicali dei latifondisti che creano le loro milizie armate, imprese di sicurezza, contrattano pistoleiros, in genere vicino alla frontiera, legati all'allevamento su pascolo estensivo, che fanno contrabbando di armi pesanti. Ma questi gruppi sono pochi, insignificanti e non hanno appoggio dalle organizzazioni più rappresentative dei latifondisti. Per questi, c'è un'unica strada: la Polizia federale deve aprire un'inchiesta e arrestare i criminali. Il ministro della Giustizia ha garantito che manderà la polizia dietro questi marginali.
BF - L'atteggiamento dei latifondisti si deve a un aumento delle occupazioni che il MST sta realizzando?
Stedile- No. Prima di tutto questi latifondisti arretrati si armano e cercano di creare agitazione, quando capiscono che la società e il governo vanno avanti per combattere realmente il latifondo. Le occupazioni di terra avvengono come risultato di una grande contraddizione che esiste: da un lato, grandi aree improduttive; dall'altro milioni di famiglie senza terra. Il governo precedente ha trascorso quattro anni reprimendo la lotta per la terra e, questo, ha generato una domanda sociale repressa che ora compare. Poi il modello dell'agrobusiness è perverso.
Per quanto aumenti la produzione di soia o di cereali e le esportazioni, tutto questo arricchisce una minoranza di latifondisti. Infine, i poveri del campo si sono resi conti che è migliorata la correlazione di forze per conquistare la riforma agraria.
BF - Dopo l'incontro con Lula, il MST offrirà una tregua?
Stedile- La stampa, con i suoi editori di destra, ha introdotto la parola tregua nella questione della riforma agraria. Tregua esiste quando c'è una guerra. Nel nostro caso, non c'è guerra. Abbiamo dalla nostra parte, la società, il governo e i movimenti sociali, che vogliono applicare la Costituzione che stabilisce che ogni latifondo improduttivo deve essere restituito alla società per generare lavoro e produzione. Il presidente sa che tutti i mutamenti sociali dipendono dalle lotte sociali. Le azioni del MST sono all'interno della legge. Una importante decisione del STF, di alcuni anni fa, ha considerato che "l'occupazione di terre come forma di pressione per la riforma agraria è una forma legale, legittima con cui il popolo esige la riforma agraria". Può essere considerata abusiva (anche se non illegale) una manifestazione negli edifici pubblici o nelle strade.
Ma tutte le manifestazioni sono temporanee, fatte solo per richiamare l'attenzione. È la stampa di destra che considera queste manifestazioni come occupazioni di edifici pubblici. La peggiore occupazione di uno spazio pubblico avviene quando un'impresa privata si appropria delle strade e richiede un pedaggio, o quando i fazendeiros rubano la terra pubblica, o quando imprenditori disonesti si sono impadroniti di imprese statali con denaro del BNDS. Abbiamo l'impegno del ministro che la PF aprirà un'inchiesta contro i fazendeiros fascisti che si stanno armando. Al MST interessa solo una riforma agraria pacifica.
BF - Che valutazione dà il presidente sui transgenici nel nostro paese?
Stedile- Il presidente ha rivelato che il 90% del suo governo è contrario ai transgenici e che anche lui personalmente è contrario.
Ma riconosce che il tema è più complesso e suscita polemiche e che il governo deve consultare la società e la comunità scientifica, perché la nuova legislazione sia adeguata alla realtà.
BF - È in via di elaborazione, da parte di una commissione mista del Congresso, un progetto di legge sui transgenici. Cosa pensa il governo di questo?
Stedile- Il governo ha creato un gruppo di lavoro interministeriale, e il Ministero della Scienza e Tecnologia sta preparando le consultazioni e una prima bozza. L'IPEA è stato incaricato di organizzare la discussione con la società. Ci sono settori del governo, nel Ministero dell'Agricoltura e nell'Embrapa che sono favorevoli ai transgenici. Ma noi abbiamo avvertito che la Monsanto ha il brevetto mondiale della soia transgenica, che il mercato brasiliano è l'unica salvezza per la Monsanto. E che se il governo liberalizzasse la soia, la Monsanto riceverebbe in royalties circa 500 milioni di dollari dalla nostra società. Il governo ci ha assicurato di essere attento agli interessi della Monsanto e che non tollererà il monopolio e nulla che pregiudichi gli interessi degli agricoltori brasiliani. Abbiamo anche detto che il governo non doveva avere fretta di fare una nuova legge sui transgenici. Che bene o male, l'attuale legislazione funziona. Che dobbiamo far sapere a tutti gli agricoltori che è espressamente proibito piantare semi transgenici e che ogni supermercato deve mettere un'etichetta ai prodotti che contengono transgenici.
BF - Dopo l'incontro del MST con Lula, il gruppo ruralista e le élite brasiliane si sono infuriate. Che significa questo tipo di reazione?
Stedile- La simbologia dell'incontro ha mostrato che esiste una nuova correlazione di forze che unisce il governo, i partiti di sinistra, i movimenti sociali, le chiese e la società. Il latifondo è rimasto da solo. Quindi, per difendere i privilegi, hanno cominciato a utilizzare le loro armi classiche; hanno spinto i loro parlamentari, hanno manovrato i loro grandi giornali, giornaletti e televisioni per attaccare. I latifondisti hanno deciso di mostrare le armi, provocando il governo.
BF - Il risultato è stata la richiesta di apertura di una CPI, approvata dal Senato per indagare sul MST. Cosa rappresenta l'apertura di questa commissione per il MST?
Stedile- In meno di 12 ore hanno tentato di creare una CPI, è un record nella storia della legislatura brasiliana. In realtà, è un modo di far pressione sul governo e perseguire altri interessi. Non abbiamo paura della CPI. La utilizzeremo per spiegare che esistono il latifondo, i senza terra, le terre pubbliche rubate, il laroro schiavo ecc.
Sapremo quante fazendas possiede ogni senatore, tra quelli che parteciperanno all'inchiesta. Il nostro ruolo è organizzare i poveri delle campagne per lottare contro la disuguaglianza e per il loro diritto alla terra. Il MST sta per compiere 20 anni e la società ci conosce. Sa che il problema del Brasile è il latifondo, la povertà, la disuguaglianza. Le élite non hanno mai ammesso che i poveri, gli sfruttati si organizzassero. Anche Lula, ai tempi dei primi scioperi, fu denunciato e ha sofferto la prigione.
Le élite, come ci ha insegnato il grande Florestan Fernandes, agiscono sempre nello stesso modo. Tentano, prima di tutto di dividerci, poi di cooptarci. E se non ci riescono, cominciano con la repressione, la criminalizzazione e l'isolamento. Ma abbiamo la certezza che la società brasiliana, il popolo, i poveri appoggiano e vogliono la riforma agraria.
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