| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
La nostra esistenza è il risultato diun ampio contesto storico, della vita del popolo brasiliano. Siamo, prima di tutto, un movimento sociale, ossia, una forma particolare in cui il popolo brasiliano si organizza per lottare per i suoi diritti. Lottare per migliorare la forma in cui la società si organizza e funziona perché tutti possano vivere meglio. Siamo il risultato di un contesto socio-economico e anche il risultato di un processo politico collettivo, sociale, della lotta di migliaia di persone, che hanno lottato prima e continuano a lottare dopo la costituzione dell'MST.
Quindi celebrare i 20 anni dell'MST è celebrare tutta la lotta che ci ha generato e celebrare la nostra storia.
Molto più che 20 anni
L'MST non può essere compreso soltanto attraverso i suoi ultimi 20 anni. In realtà, è frutto di una lunga storia che ha avuto come protagonista il nostro popolo. Siamo figli del popolo brasiliano. Abbiamo i nostri antenati, genitori e nonni nella vita del popolo brasiliano. Così esistiamo oggi solo perché, prima dinoi, il popolo brasiliano ha realizzato altre forme di organizzazione e di lotta per la giustizia nell'ambiente rurale. Siamo eredi delle lotte storiche dei popoli indigeni. Siamo eredi delle lotte storiche dei negri per la conquista della libertà, quando fuggivano e costituivano i quilombos. Siamo eredi dei primi movimenti contadini, alcuni dei quali si sono trasformati invere epopee, come Canudos, Contestado e Caldeirão. E molti altri non registrati dalla storia ufficiale delle classi dominanti: ci sono state certamente molte lotte nelle piantagioni di caffè, di canna, negli zuccherifici e in tutto il sertão.
Siamo eredi dell'esperienza di organizzazione classista dei contadini, che costruirono molte organizzazioni nazionali a partire dalla decade degli anni 50, poi massacrate dalla dittatura militare, come le Ultabs, le Ligas Camponesas, il Master (1).
Siamo eredi di molte lotte locali, di resistenza dei posseiros (2) e di contadini anonimi, che, negli anni oscuri della dittatura militare, hanno lottato e sono sopravvissuti.
Siamo frutto di molte riflessioni, della teorizzazione di molte esperienze di lotte che ci hanno preceduto, dei movimenti contadini in Brasile e in America latina.
Commemorare i 20 anni dell' MST è commerare tutta questa traiettoria.
I nostri antenati
Siamo figli di molti combattenti del popolo brasiliano. Molte volte la storia ufficiale sottolinea solo l'attività di certe persone, che diventano simboli di un processo sociale.
Ma, in realtà, quando rendiamo omaggio a un leader, vogliamo in realtà trasformarlo nel simbolo di quel processo sociale, come se ne rappresentasse la sintesi. Ma non dobbiamo mai dimenticarci del fatto che loro, così come lo stesso processo sociale, sono stati il risultato di una volontà collettiva.
Così fanno parte della nostra storia i contributi di molti dirigenti e militanti del popolo brasiliano che ci hanno preceduto. Per questo, non dobbiamo mai dimenticare Zumbi, Dandara, Antônio Conselheiro, Monge Maria,il Beato Lorenzo, João Pedro Teixeira, Francisco Julião,João Sem Terra, Gregório Bezerra e tanti altri. Ognuno a suo modo e nel suo tempo, è stato un elemento importante di movimenti sociali.
Ma dobbiamo anche ricordarci dei militanti dell'MST che, lungo questi 20 anni, hanno pagato a volte con la vita il coraggio di continuare a lottare. E sono stati molti i compagni e le compagne che abbiamo perso, lungo questo cammino.
Avrebbero potuto e dovuto essere qui con noi a celebrare la nostra storia. In tutti gli stati del paese abbiamo i nostri martiri. Alcuni sono caduti sottola mano assassina del latifondo, altri hanno pagato con la vita la determinazione di compiere il loro lavoro di militanti, altri hanno contratto malattie causate dalla lotta. Se ne sono andati ma hanno lasciato molti esempi per tutti noi. Sono tanti che non è possibile nominarli tutti ma non dobbiamo dimenticarli mai.
E quanti martiri ci sono che, anche se non appartenevano formalmente al nostro movimento, erano soprattutto militanti del popolo brasiliano che hanno molto contribuito alla lotta. Non possiamo dimenticare, come parte integrante della nostra storia, José Gomes da Silva, Madre Cristina,Florestan Fernandes, Josué de Castro, Darcy Ribeiro, Milton Santos, Paulo Freire, dom José Gomes...
Successi ed errori
Noi siamo frutto dei nostri successi e dei nostri errori. Siamo un movimento sociale che cerca di organizzare i lavoratori, i poveri, i contadini, uomini e donne, giovani e anziani che vogliano lottare per la giustizia sociale. E, nell'organizzarci, siamo un processo contraddittorio. Un processo che non dipende solo dalla volontà politica delle persone, dall'applicazione di norme sociali, di principi organizzativi ma anche dalle contraddizioni e dalla dinamica della lotta di classe. Dipende anche dalle fragilità della natura umana, dalle sue deviazioni e dalle sue volontà.
Noi siamo frutto di questo. Per questo la commemorazione dei 20 anni dell'MST deve essere un momento di valutazione su ciò che abbiamo fatto bene e ciò che abbiamo sbagliato. Per imparare anche dai nostri errori ed evitarli, non per fare autocritiche ipocrite. Apprendere dagli errori vuol dire identificarli, conoscere le loro cause e costruire pratiche sociali per evitarli e combatterli. Apprendere dai successi è percepire quali sono i metodi e le pratiche sociali che ci aiutano a costruire il movimento, a organizzare sempre più persone.
Approffittare dell'occasione
Infine, dobbiamo approfittare di questo momento della nostra traiettoria, con la maturità di chi ha già camminato molto per arrivare ai 20 anni, per guardare indietro e vedere ogni curva del cammino battuto, ogni pietra, ogni fossato, ogni ostacolo. Per percepire i meandri della lotta di classe e così, con una visione più chiara e acuta, guardare in avanti e saper discernere quale sia il cammino migliore per raggiungere il nostro obiettivo.
Il nostro destino continua ad essere lo stesso. L'MST continua ad essere un movimento sociale che cerca di organizzare i poveri delle campagne e i loro alleati per lottare per una società con meno povertà e con meno disuguaglianze. E continua a pensare che la lotta contro gli steccati del latifondo, del capitale, della cultura, della dominazione tecnologica, è la forma migliore di costruire una società egualitaria nelle campagne e nell'intero Brasile.
Ma i percorsi che dobbiamo utilizzare per arrivare all'obiettivo possono modificarsi. Non dobbiamo illuderci di avere percorsi facili, asfalto, areoplani, cellulari. A volte, il fatto che la forma sia più rapida non garantisce che raggiungeremo l'obiettivo sospirato.
Confidiamo che le riflessioni che faremo nel corso del 2004 sui nostri 20 anni di cammino, ci aiutino a vedere con più chiarezza, qual è la strada migliore e quali i sentieri dovremo prendere per raggiungere il nostro obiettivo.
Speriamo e confidiamo che l'MST abbia ancora una lunga vita davanti a sé. Ben sapendo tuttavia che avrà una vita lunga solo se non si allontanerà dal suo scopo originairo: organizzare i poveri delle campagne perché lottino per i loro diritti e conquistino una vita migliore.
2) Lavoratori rurali che coltivano pezzi di terra senza avere il titolo legale di proprietà.
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