Documenti: di Stedile Movimento Sem Terra
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Se Lula non farà la riforme, perderà la faccia

Stedile spera che il presidente mantenga la promessa di insediare 410 mila famiglie.

Roldão Arruda - O estado de Sao Paulo, 29/02/2004


Il principale leader del Movimento dei Lavoratori Senza Terra (MST), l'economista João Pedro Stedile, persiste nella speranza che il presidente Luis Inácio Lula da Silva mantenga la promessa, esposta nel Piano Nazionale di Riforma Agraria, di insediare 410 mila famiglie fino alla fine del suo mandato. Non soltanto per i suoi impegni storici con la causa, ma anche perché perderebbe la faccia se non lo facesse.
Nell'intervista che segue, Stedile critica la politica economica del Ministro del Tesoro, Antonio Palloci che, secondo lui, serve soltanto ad arricchire di più i banchieri e afferma che le cose cambieranno solo con la mobilitazione popolare.

Estado: Febbraio sta finendo e fino ad ora il governo non ha definito da dove verranno le risorse per l'esecuzione del Piano Nazionale di Riforma Agraria, annunciato l'anno scorso. Lei pensa che il governo raggiungerà gli obiettivi proposti?
João Pedro Stédile: Il governo ha un impegno storico non soltanto con il MST, ma anche con la società brasiliana, sulla necessità di fare la riforma agraria. Se il governo Lula non avrà la capacità di fare questa riforma, che è la più semplice delle riforme capitalistiche, per distribuire il reddito, perderà la faccia. Crediamo che manterrà questo impegno e che è nostro alleato, a fianco di tutta la società, per sconfiggere il latifondo. È impossibile costruire una società democratica e giusta mentre esistono latifondi con 10, 50 mila ettari, alcuni di essi con lavoro schiavo. Dei 350 milioni di ettari coltivabili esistenti nel paese, ne coltiviamo solo 50 milioni. Circa 30 milioni sono gestititi dal "gruppo" di Roberto Rodrigues, dell'agrobusiness, e altri 20 milioni dalla piccola proprietà, che rifornisce il mercato interno. Il resto è un immenso latifondo speculativo, oppure zootecnia intensiva, che vanno osteggiati.

Estado: Qualche giorno fa Lei ha partecipato a un incontro di rappresentanti di movimenti sociali, dove si è giunti alla conclusione dell'impossibilità per il governo di raggiungere i suoi obiettivi nell'area sociale con l'attuale politica economica.
Stedile: I movimenti sociali, dalle pastorali sociali al movimento sindacale, considerano che l'attuale politica sia limitata ai parametri di mantenimento degli interessi e dei vantaggi del capitale finanziario. Non abbiamo inflazione, abbiamo stabilità macroeconomica, ma non riusciamo a trovare una soluzione per i problemi sociali. A che serve la stabilità se i problemi del popolo aumentano?

Estado: Che cosa propongono i movimenti?
Stedile: Sosteniamo un progetto di sviluppo capace di superare il riso-e-fagioli di Palocci, che continua a fare le stesse cose che hanno fatto le èlite in venti anni, pagando interessi e controllando l'inflazione. I banchieri si arricchiscono, le industrie falliscono e la gente non ha lavoro. È necessaria una politica di investimenti che dia priorità all'industria del consumo di massa, adottando misure di distribuzione di reddito, valorizzando i salari, in modo che la popolazione abbia lavoro e reddito, formando così un ampio mercato interno di consumo.

Estado: Il Presidente Lula pensa in modo diverso. Ha detto che è possibile combattere la disoccupazione con aggiustamenti in questa politica economica.
Stedile: Il consenso di tutti i movimenti sociali è sulla necessità di un cambiamento. Il vice-presidente e vari ministri la pensano come noi. Credo che il presidente debba riflettere. Uno dei problemi che affronta, è che lo Stato non è preparato ad eseguire le riforme. È uno stato contro le riforme. Ho visto con ottimismo il fatto che il ministro José Dirceu, potrebbe occuparsi dell'Incra e della Funai e fare una riforma amministrativa. Essa è urgente.

Estado: Se ci fossero dei cambiamenti, da dove dovrebbero iniziare?
Stedile: Potrebbero iniziare dal controllo del tasso di interesse, per rimanere allo stesso livello di quello americano. Già che copiano tanto gli Stati Uniti, potrebbero copiare il livello di tassi di interesse. In secondo luogo, il superavit primario del Bilancio non dovrebbe essere applicato nel pagamento di interessi del debito interno, che può essere pagato con nuovi titoli. Tutti questi soldi dovrebbero andare rigorosamente agli investimenti produttivi, in fabbriche che generano lavoro e salari e che producono per il mercato interno. Dall'altro canto, le risorse pubbliche dovrebbero essere concentrate in aree che migliorino le condizioni di vita della popolazione e attivino l'economia, come la riforma agraria e l'agricoltura famigliare, l'educazione e la sanità.

Estado: Come vede il coinvolgimento del nome di Dirceu nello scandalo Waldomiro Diniz?
Stedile: In primo luogo, sostengo che tutte le cose scorrette, praticate da questo governo o da quelli precedenti, devono essere indagate e punite. Secondo, credo che ci sia stato un super-sfruttamento giornalistico. La cosiddetta grande stampa ha cercato di colpire il ministro e mantenere il governo Lula sotto pressione. Questo rivela il grado di manipolazione a cui la concentrazione del potere dei mezzi di comunicazione può arrivare. Terzo, il governo ha agito bene nel chiudere le case di gioco di Bingo. Avrebbe dovuto farlo prima, come ha fatto il governatore Requião, dello stato del Paraná.

Estado: Lei non crede che sia diventato più difficile difendere la bandiera della riforma agraria davanti al successo che riscuote l'agrobusiness?
Stedile: Tra le alternative che abbiamo, nella ricerca di una politica di piena occupazione, che è necessaria e urgente, la riforma agraria è quella più importante, la più rapida e quella che raggiunge la popolazione più povera e sprovveduta. Il cosiddetto settore dell'agrobusiness, che si dedica all'esportazione, sta aumentando la produzione di soia, arancia e canna da zucchero. Ma si tratta di una rendita concentrata. Aumenta soltanto la ricchezza di quelli che già sono ricchi. Non aumenta l'occupazione. Né il consumo di macchine. Negli anni 70, quando il credito rurale era meno costoso e più democratico, i contadini compravano trattori e il Brasile vendeva circa 75 mila unità all'anno. Passati trent'anni, con tutta questa propaganda dell' agrobusiness, l'industria in questi anni ha venduto 40 mila unità. È questo il modello che volete?

Estado: Non pensa che lo stringere rapporti da parte del governo con il PMDB, dove si concentra un numero significativo di rappresentanti dei ruralisti, indebolisce la bandiera della riforma agraria?
Stedile: La reazione dei latifondisti contro la riforma è una posizione di classe, non di partito. Abbiamo politici di differenti partiti che difendono la riforma perché conoscono la sua importanza. Abbiamo persino dirigenti di multinazionali che credono a questo. Ho trovato brillante una recente intervista del direttore generale della Pirelli, pubblicata sulla rivista "Carta Capital", quando fece una difesa della riforma agraria.

Estado: Lei ha elogiato con certa frequenza il presidente del BNDES. Perché?
Stedile: Ho letto le dichiarazioni di Carlos Lessa e sento che anche lui ci tiene ai cambiamenti nella politica economica. L'ho visto sostenere, davanti al presidente della Banca Centrale, che il Brasile non crescerà e non si svilupperà finché manterrà i tassi di interessi reali al di sopra del 5% all'anno.

Estado: Il presidente del BNDES non è l'unico. In differenti settori del governo ci sono voci discordanti su temi cruciali. Non tutti i ministri sono d'accordo, ad esempio, con la riforma agraria secondo il modello sostenuto dal MST.
Stedile:. Nelle ultime elezioni, la popolazione ha votato per cambiamenti, contro il neoliberismo. Il governo non ha una composizione unitaria. Abbiamo ministri neoliberali, ministri che pensano solo a riforme parziali, e ministri impegnati in un progetto popolare. Ma questo non è il punto più importante. In fondo, la disputa interna riflette una controversia che esiste nella società. Il problema reale è la definizione di un progetto per il paese. Il governo da solo non ha forze per provocare una inflessione e impiantare un nuovo progetto.

Estado: Sembra che anche i movimenti sociali non hanno le forze, in questo momento, per imporre cambiamenti nella politica economica.
Stedile: Ha ragione. Abbiamo tutte le condizioni obiettive per mobilitare il popolo, perché i problemi sono aumentati. Ad ogni annuncio di posti di lavoro compaiono migliaia di persone in file interminabili. Ad ogni acquazzone muore della gente, per mancanza di condizioni degne di abitazioni e perché il servizio pubblico è stato rottamato. Intanto, i movimenti di massa vivono un periodo di discesa, che si prolunga dal 1989. Il nostro compito è di fare un lavoro permanente di pedagogia delle masse, stimolare il popolo perché prenda coscienza, si mobiliti, dibatta su un nuovo progetto per la società e combatta. Senza mobilitazione popolare non ci saranno cambiamenti.

Estado: Questo significa che state cercando di accumulare forze?
Stedile: Non è il momento di piantare la lattuga. È quello di piantare alberi. Un giorno cominceranno a dare i frutti.

 
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