Documenti: di Stedile Movimento Sem Terra
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Lettera di João Pedro Stedile

MST Informa Anno III n.61 - 07/04/04

Approfitto di questo nostro spazio di "MST Informa" per scrivervi degli ultimi avvenimenti legati al nostro Movimento. Come tutti dovrebbero sapere, negli ultimi giorni la cosiddetta "grande stampa" è tornata ad occuparsi intensamente del MST e delle nostre dichiarazioni.

Le bandiere rosse
Nell'ultimo fine settimana c'è stata un'assemblea dei movimenti sociali del Mato Grosso do sul. In questa assemblea stavamo preparando la campagna contro la disoccupazione nella regione e la manifestazione del primo maggio. La tv Globo ha ripreso il discorso di chiusura in cui esortavo i compagni e le compagne ad organizzarsi, a mobilitarsi, che è l'unico modo di influenzare la congiuntura e di lottare contro la disoccupazione. Per questo è necessario organizzare un grande e combattivo primo maggio, nelle principali città del Brasile. La manipolazione da parte della Globo sul giornale nazionale è stata evidente. E subito tutta la stampa l'ha ripresa come se fosse la fine del mondo.

CPI sulla Terra.
Il primo aprile sono stato invitato a deporre alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla terra, per spiegare le posizioni del MST sulla questione agraria. Sono andato, allora, con molto piacere a spiegare ai parlamentari la situazione della lotta per la Riforma Agraria. Per 4 ore ho avuto l'opportunità di esporre la nostra visione sul problema agrario in questo Paese, che deriva dal periodo coloniale. Ho spiegato le ragioni storiche del perché la classe dominante non abbia mai voluto fare la Riforma Agraria in questo Paese e di come abbiamo già perduto diverse opportunità storiche di democratizzare la proprietà della terra. La prima fu quando uscimmo dalla schiavitù (1888), poi nella rivoluzione del '30, con l'introduzione del modello di industrializzazione. Più tardi, nella crisi economica degli anni '60, il nostro maestro Celso Furtado propose una Riforma Agraria per uscire dalla crisi. E il governo cadde subito dopo l'annuncio della legge di Riforma Agraria. Successivamente, nel periodo della ridemocratizzazione, perdemmo l'opportunità sotto il governo Sarney. Ora siamo di fronte alla quinta opportunità storica. Ma, purtroppo, stiamo di nuovo affrontando molti problemi. Da un lato abbiamo l'eredità storica di questo processo di concentrazione della proprietà della terra, che ha portato appena l'1% dei proprietari a controllare il 46% di tutte le terre. Dall'altro, abbiamo 4 milioni di famiglie senza terra. Questo processo si è aggravato con il modello neoliberista degli anni '90, che ha introdotto un modello agricolo ancora più escludente. Perché ha subordinato la nostra agricoltura ai dettami del capitale internazionale.

L'attuale congiuntura
Ora siamo di fronte a un nuovo scenario. Abbiamo un governo che ha assunto l'impegno storico di realizzare la Riforma Agraria. Abbiamo raggiunto con il governo l'accordo di un piano di Riforma Agraria per insediare 400mila famiglie in tre anni. Ma rimangono molti problemi. Vi sono difficoltà nella struttura dello Stato, che non è preparato a fare i cambiamenti necessari. Vi sono difficoltà nel funzionamento dell'Incra. Vi sono difficoltà nell'aumento dei controlli e delle espropriazioni dei latifondi, per accelerare gli insediamenti. Nella nostra valutazione, questa situazione si risolverà solamente se vi sarà una mobilitazione sociale, una pressione sociale. E il compito del MST è proprio quello di organizzare i Senza Terra, coscientizzarli e mobilitarli affinché lottino per far diventare realtà gli impegni della Riforma Agraria.

Giornata di lotta
È allo scopo di organizzare e mobilitare che stiamo portando avanti una giornata di lotta in omaggio ai martiri di Carajás. Come tutti sanno, il 17 aprile viene celebrata in tutto il mondo la giornata internazionale di lotta contadina. E anche qui in Brasile vi è un decreto del presidente FHC, che, per iniziativa della senatrice Marina Silva, ha dichiarato il 17 aprile giornata nazionale di lotta per la Riforma Agraria.

Cosa vogliamo con queste mobilitazioni?
Vogliamo mostrare alla società che la Riforma Agraria è un cammino importante e necessario per poter creare a breve termine più di 3 milioni di posti di lavoro, e così combattere non solo la povertà ma anche la disoccupazione, che è il principale problema del nostro popolo.
Vogliamo premere sul governo, affinché trasformi la Riforma Agraria in una priorità di tutto il governo e non solo dell'Incra. E, così, che si ristrutturi l'Incra, con assunzioni di tecnici e di impiegati per realizzare i controlli e organizzare gli insediamenti.
Vogliamo che il governo tratti la Riforma agraria come un piano di sviluppo, che sia legato all'introduzione di agroindustrie, di scuole, con la garanzia di assistenza tecnica a tutti gli insediati.
Vogliamo invitare tutta la società brasiliana a discutere un nuovo progetto per il Paese. Tutte le forze sociali riunite nel Coordinamento dei Movimenti Sociali stanno esigendo cambiamenti nella politica economica e l'adozione di un nuovo progetto. Ma questo progetto deve essere discusso con la popolazione. Ossia, è il momento che il Brasile si muova: senza mobilitazione sociale non ci saranno i cambiamenti sognati per i quali abbiamo votato nel 2002.

Un forte abbraccio a tutti
João Pedro Stedile

 
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