Documenti: di Stedile Movimento Sem Terra
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A volte, il governo Lula non è patriottico

João Pedro Stedile. Grido degli Esclusi. Carta Maior, 8/09/2004

In una intervista concessa ai giornalisti ad Aparecida do Norte (SP), durante il Grido degli Esclusi, il 7 settembre, Giorno dell'Indipendenza, l'esponente del Coordinamento Nazionale del MST ha accusato alcuni settori del governo federale "principalemente quelli dell'area econima" di anti-patriottismo.

di Bia Barbosa

Aparecida do Norte (SP) Il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra fa parte della organizzazione del Grido degli Esclusi sin dall'inizio. Presente quest'anno ad Aparecida do Norte (SP), João Pedro Stedile, membro del Coordinamento Nazionale del MST, ha conversato con alcuni giornalisti. In questa intervista parla dell'importanza della partecipazione del popolo per i cambiamenti sociali e nel Giorno dell'Indipendenza, critica il pagamento del debito estero, i negoziati dell'Alca e la mancanza di patriottismo di certi settori del Governo Lula. A seguire gli stralci più interessanti della conversazione avvenuta nel patio del Santuario di Nossa Senhora Aparecida.

Il presidente ha esaltato sui giornali l'importanza del patriottismo dei brasiliani. È possibile essere patriottici quando il Paese affronta ancora tanti problemi sociali? Non è contraddittorio?
João Pedro Stedile Sono due cose distinte. Tutti i giorni dobbiamo difendere patriottismo e sovranità nazionale, e il Governo dovrebbe dare l'esempio in ogni momento. Quello che posso criticare è che varie aree del governo Lula stanno pregiudicando la sovranità nazionale, come nel caso delle vendite all'asta dei pozzi di petrolio, che hanno consegnato la nostra ricchezza alle multinazionali. È scritto nella Costituzione che il petrolio è nostro. Ma il governo lo ha messo all'asta e consegnandolo alle imprese multinazionali. Questo non è patriottismo. In certi momenti la nostra politica economica è di totale asservimento agli interessi del Fondo Monetario Internazionale. Il rappresentante del Fondo, che in realtà rappresenta gli interessi dei banchieri internazionali, è venuto qui e il governo ha applaudito, questo è anti-patriottismo. Il governo dovrebbe fare auto-critica. Patriottismo non è solo cantare l'inno nazionale e riverire la bandiera. Patriottismo è innanzi tutto difendere gli interessi del popolo brasiliano. E ogni volta che il governo bada agli interessi delle banche internazionali e delle multinazionali prima che agli interessi del popolo, non sta agendo patriotticamente.
Altra cosa sono i problemi sociali, che dobbiamo risolvere fra noi. Non serve fare appello all'autostima. I problemi sociali si risolvono cambiando la politica economica e discutendo un nuovo modello di sviluppo per il Paese.

Perché l'MST è contro l'Alca?
JPS L'Alca significa consegnare la nostra economia, la nostra moneta, la nostra cultura. Perfino le università saranno privatizzate dal capitale straniero se si realizzerà l'Alca. Per fortuna, perfino il governo è diviso a proposito dell'Alca. L'area economica la vuole l'Alca, ma Itamaraty no. Voglio quindi elogiare e ringraziarli per il loro coraggio, il nostro ministro e il negoziatore brasiliano, che lì all'Alca è stato un fermo difensore degli interessi del Brasile. In questo settore della negoziazione dobbiamo congratularci per l'atteggiamento tenuto da Imaraty. L'Alca, colpirà anche gli interessi della borghesia industriale? Il nuovo cartello che ha vinto le elezioni della Fiesp ha già detto di non poter accettare negoziati che aprano all'esportazione di prodotti agricoli in cambio dell'apertura del mercato brasiliano di prodotti industriali.

Come deve agire la campagna Il mio voto è contro l'Alca (lanciata da vari movimenti sociali durante il Grido degli Esclusi), da qui alle prossime elezioni?
JPS Il principale obbiettivo della campagna è dare informazioni al popolo. Questa è la nostra missione. Approfitteremo quindi del giorno delle elezioni, quando le persone si fermano per riflettere e discutere di politica, per distribuire volantini che spieghino le conseguenze dell'accordo. Oltre ad esercitare il diritto di voto, ogni brasiliano dopo essere uscito dalle urne, potrà andare a casa leggendo queste informazioni. Oltre a scegliere un buon sindaco e dei buoni assessori, bisogna essere partecipi degli altri problemi nazionali. Useremo quindi questa data come momento di lavoro pedagogico, perché la popolazione sia meglio informata, giacché i vostri padroni (rivolto ai giornalisti) nascondono sistematicamente sulla grande stampa, le informazioni sull'Alca.

Un altro punto focalizzato dal Grido degli Esclusi è il non pagamento del debito estero. Che valutazione dai a questo processo?
JPS Il debito estero è uno dei meccanismi che il capitale internazionale usa per sottrarre parte della ricchezza del popolo brasiliano. Oggi il capitalismo è dominato dal capitale finanziario internazionale. Tutti sanno che il Brasile on ha bisogno del capitale straniero. Il Brasile è esportatore di capitali. Ogni anno escono dal Brasile 50 miliardi di dollari in varie forme: uno è il pagamento degli interessi del debito estero, l'altra è attraverso l'uscita del guadagno delle multinazionali, un altro ancora è la rimessa dei risparmio nazionale da parte della borghesia brasiliana. Questa borghesia è così schifosa e anti-patriottica, che secondo quanto rivelato dalla Receita Federal, ci sono stati all'inizio dell'anno, 12 mila brasiliani che hanno depositato all'estero 82 miliardi di dollari. Quindi esistono anche brasiliani anti-patriottici che invece di depositare il proprio denaro nelle banche nazionali lo mandano all'estero.

Speri ancora che la riforma agraria si possa fare con questo governo?
JPS Se il popolo non ha speranza si suicida. Il lavoro dei movimenti sociali è indurre a sperare. Non una speranza retorica del tipo "Devi solo pregare Nossa Senhora Aparecida e risolverai il problema". Puoi pregare è chiaro, ma organizziamoci anche. Il ruolo dei movimenti sociali è organizzare il popolo, non solo per non perdere la speranza, ma perché i cambiamenti avverranno solo se il popolo si organizzerà.

Che valutazione dai dei dieci anni del Grido degli Esclusi?
JPS Il Grido degli Esclusi si è trasformato in un vero patrimonio dei poveri brasiliani, primo, perché è riuscito a unificare, in maniera pluralista, attraverso le Pastorali sociali, tutte le forme di organizzazione sociale del nostro popolo, dal Movimento dei Senza Terra al Sindacato, i partiti e le pastorali. In secondo luogo perché il Grido degli Esclusi in questi dieci anni, è stato una grande scuola itinerante, una scuola di civismo, di presa di coscienza sociale. Ha portato formazione e informazione, perché è di questo che il notro popolo ha bisogno. Avere conoscenza delle cause dei suoi problemi per poter con questa coscienza, organizzarsi e lottare. Quindi il Grido degli Esclusi è un piccolo grande professore che, durante l'anno e in questa Settimana della Patria, insegna al popolo a prendere coscienza e a lottare.

All'inizio il Grido chiedeva alla popolazione se il Brasile fosse indipendente o no. Oggi il Grido è una bandiera contro l'Alca. Il Brasile è più indipendente?
JPS L'economia brasiliana ogni giorno è più dipendente. Le istituzioni governative sono ogni giorno più dipendenti. Un esempio è stata la visita del rappresentante del FMI questa settimana. Si è comportato come un viceré che visita la colonia e controlla i conti. Ma il popolo è molto più cosciente, il popolo è più brasiliano, più coraggioso, più sicuro del bisogno di cambiamento e che questo cambiamento dipende da lui. All'inizio, nel Grido mancava perfino la coscienza della sovranità, della necessità di indipendenza. Adesso abbiamo questa coscienza di popolo. Quello che manca ancora è migliorare la nostra organizzazione per affrontare i problemi.

Si ha bisogno di questa organizzazione perché il governo non è popolare?
JPS Il governo è metà popolare e metà borghese. L'area economica del governo Lula è chiaramente favorevole al neoliberismo, e risparmiatemi di dirvi i nomi dei ministri perché li conoscete meglio di me.
L'altra metà è popolare, in quei ministri che sono di origine popolare e che stanno con i ministeri sociali. Credo, spero e faccio il tifo, perché d'ora in avanti, ossia da qui al prossimo Grido e dopo le elezioni, ci sia un processo di definizione di questo governo. Quale dei due modelli vuole? Vuole continuare con il modello neoliberale, che soltanto aumenterà i problemi del popolo, o discuterà con il popolo un nuovo progetto di sviluppo per riorganizzare l'economia brasiliana e e favorire la soluzione dei problemi del popolo? Questa è la grande sfida che che il governo brasiliano dovrà affrontare dal prossimo ottobre.

Fino a che non accadrà tutto questo il Grido continuerà?
JPS Fino a che ci sarà il popolo brasiliano, fino a che ci saranno gole, eserciteremo il nostro diritto di gridare e di esprimerci. Spero che i problemi diminuiscano, perché anche il nostro grido possa diminuire.

João Pedro Stédile, membro della direzione del MST

 
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