| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
di Bia Barbosa
Aparecida do Norte (SP) Il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra fa parte della organizzazione del Grido degli Esclusi sin dall'inizio. Presente quest'anno ad Aparecida do Norte (SP), João Pedro Stedile, membro del Coordinamento Nazionale del MST, ha conversato con alcuni giornalisti. In questa intervista parla dell'importanza della partecipazione del popolo per i cambiamenti sociali e nel Giorno dell'Indipendenza, critica il pagamento del debito estero, i negoziati dell'Alca e la mancanza di patriottismo di certi settori del Governo Lula. A seguire gli stralci più interessanti della conversazione avvenuta nel patio del Santuario di Nossa Senhora Aparecida.
Il presidente ha esaltato sui giornali l'importanza del patriottismo dei
brasiliani. È possibile essere patriottici quando il Paese affronta ancora
tanti problemi sociali? Non è contraddittorio?
João Pedro Stedile Sono due cose distinte. Tutti i giorni dobbiamo
difendere patriottismo e sovranità nazionale, e il Governo dovrebbe dare
l'esempio in ogni momento. Quello che posso criticare è che varie aree del
governo Lula stanno pregiudicando la sovranità nazionale, come nel caso
delle vendite all'asta dei pozzi di petrolio, che hanno consegnato la nostra
ricchezza alle multinazionali. È scritto nella Costituzione che il petrolio
è nostro. Ma il governo lo ha messo all'asta e consegnandolo alle imprese
multinazionali. Questo non è patriottismo. In certi momenti la nostra
politica economica è di totale asservimento agli interessi del Fondo
Monetario Internazionale. Il rappresentante del Fondo, che in realtà
rappresenta gli interessi dei banchieri internazionali, è venuto qui e il
governo ha applaudito, questo è anti-patriottismo. Il governo dovrebbe fare
auto-critica. Patriottismo non è solo cantare l'inno nazionale e riverire la
bandiera. Patriottismo è innanzi tutto difendere gli interessi del popolo
brasiliano. E ogni volta che il governo bada agli interessi delle banche
internazionali e delle multinazionali prima che agli interessi del popolo,
non sta agendo patriotticamente.
Altra cosa sono i problemi sociali, che dobbiamo risolvere fra noi. Non
serve fare appello all'autostima. I problemi sociali si risolvono cambiando
la politica economica e discutendo un nuovo modello di sviluppo per il
Paese.
Perché l'MST è contro l'Alca?
JPS L'Alca significa consegnare la nostra economia, la nostra moneta, la
nostra cultura. Perfino le università saranno privatizzate dal capitale
straniero se si realizzerà l'Alca. Per fortuna, perfino il governo è diviso
a proposito dell'Alca. L'area economica la vuole l'Alca, ma Itamaraty no.
Voglio quindi elogiare e ringraziarli per il loro coraggio, il nostro
ministro e il negoziatore brasiliano, che lì all'Alca è stato un fermo
difensore degli interessi del Brasile. In questo settore della negoziazione
dobbiamo congratularci per l'atteggiamento tenuto da Imaraty. L'Alca,
colpirà anche gli interessi della borghesia industriale? Il nuovo cartello
che ha vinto le elezioni della Fiesp ha già detto di non poter accettare
negoziati che aprano all'esportazione di prodotti agricoli in cambio
dell'apertura del mercato brasiliano di prodotti industriali.
Come deve agire la campagna Il mio voto è contro l'Alca (lanciata da vari
movimenti sociali durante il Grido degli Esclusi), da qui alle prossime
elezioni?
JPS Il principale obbiettivo della campagna è dare informazioni al popolo.
Questa è la nostra missione. Approfitteremo quindi del giorno delle
elezioni, quando le persone si fermano per riflettere e discutere di
politica, per distribuire volantini che spieghino le conseguenze
dell'accordo. Oltre ad esercitare il diritto di voto, ogni brasiliano dopo
essere uscito dalle urne, potrà andare a casa leggendo queste informazioni.
Oltre a scegliere un buon sindaco e dei buoni assessori, bisogna essere
partecipi degli altri problemi nazionali. Useremo quindi questa data come
momento di lavoro pedagogico, perché la popolazione sia meglio informata,
giacché i vostri padroni (rivolto ai giornalisti) nascondono
sistematicamente sulla grande stampa, le informazioni sull'Alca.
Un altro punto focalizzato dal Grido degli Esclusi è il non pagamento del
debito estero. Che valutazione dai a questo processo?
JPS Il debito estero è uno dei meccanismi che il capitale internazionale
usa per sottrarre parte della ricchezza del popolo brasiliano. Oggi il
capitalismo è dominato dal capitale finanziario internazionale. Tutti sanno
che il Brasile on ha bisogno del capitale straniero. Il Brasile è
esportatore di capitali. Ogni anno escono dal Brasile 50 miliardi di dollari
in varie forme: uno è il pagamento degli interessi del debito estero,
l'altra è attraverso l'uscita del guadagno delle multinazionali, un altro
ancora è la rimessa dei risparmio nazionale da parte della borghesia
brasiliana. Questa borghesia è così schifosa e anti-patriottica, che secondo
quanto rivelato dalla Receita Federal, ci sono stati all'inizio dell'anno,
12 mila brasiliani che hanno depositato all'estero 82 miliardi di dollari.
Quindi esistono anche brasiliani anti-patriottici che invece di depositare
il proprio denaro nelle banche nazionali lo mandano all'estero.
Speri ancora che la riforma agraria si possa fare con questo governo?
JPS Se il popolo non ha speranza si suicida. Il lavoro dei movimenti
sociali è indurre a sperare. Non una speranza retorica del tipo "Devi solo
pregare Nossa Senhora Aparecida e risolverai il problema". Puoi pregare è
chiaro, ma organizziamoci anche. Il ruolo dei movimenti sociali è
organizzare il popolo, non solo per non perdere la speranza, ma perché i
cambiamenti avverranno solo se il popolo si organizzerà.
Che valutazione dai dei dieci anni del Grido degli Esclusi?
JPS Il Grido degli Esclusi si è trasformato in un vero patrimonio dei
poveri brasiliani, primo, perché è riuscito a unificare, in maniera
pluralista, attraverso le Pastorali sociali, tutte le forme di
organizzazione sociale del nostro popolo, dal Movimento dei Senza Terra al
Sindacato, i partiti e le pastorali. In secondo luogo perché il Grido degli
Esclusi in questi dieci anni, è stato una grande scuola itinerante, una
scuola di civismo, di presa di coscienza sociale. Ha portato formazione e
informazione, perché è di questo che il notro popolo ha bisogno. Avere
conoscenza delle cause dei suoi problemi per poter con questa coscienza,
organizzarsi e lottare. Quindi il Grido degli Esclusi è un piccolo grande
professore che, durante l'anno e in questa Settimana della Patria, insegna
al popolo a prendere coscienza e a lottare.
All'inizio il Grido chiedeva alla popolazione se il Brasile fosse
indipendente o no. Oggi il Grido è una bandiera contro l'Alca. Il Brasile è
più indipendente?
JPS L'economia brasiliana ogni giorno è più dipendente. Le istituzioni
governative sono ogni giorno più dipendenti. Un esempio è stata la visita
del rappresentante del FMI questa settimana. Si è comportato come un viceré
che visita la colonia e controlla i conti. Ma il popolo è molto più
cosciente, il popolo è più brasiliano, più coraggioso, più sicuro del
bisogno di cambiamento e che questo cambiamento dipende da lui. All'inizio,
nel Grido mancava perfino la coscienza della sovranità, della necessità di
indipendenza. Adesso abbiamo questa coscienza di popolo. Quello che manca
ancora è migliorare la nostra organizzazione per affrontare i problemi.
Si ha bisogno di questa organizzazione perché il governo non è popolare?
JPS Il governo è metà popolare e metà borghese. L'area economica del
governo Lula è chiaramente favorevole al neoliberismo, e risparmiatemi di
dirvi i nomi dei ministri perché li conoscete meglio di me.
L'altra metà è popolare, in quei ministri che sono di origine popolare e che
stanno con i ministeri sociali. Credo, spero e faccio il tifo, perché d'ora
in avanti, ossia da qui al prossimo Grido e dopo le elezioni, ci sia un
processo di definizione di questo governo. Quale dei due modelli vuole?
Vuole continuare con il modello neoliberale, che soltanto aumenterà i
problemi del popolo, o discuterà con il popolo un nuovo progetto di sviluppo
per riorganizzare l'economia brasiliana e e favorire la soluzione dei
problemi del popolo? Questa è la grande sfida che che il governo brasiliano
dovrà affrontare dal prossimo ottobre.
Fino a che non accadrà tutto questo il Grido continuerà?
JPS Fino a che ci sarà il popolo brasiliano, fino a che ci saranno gole,
eserciteremo il nostro diritto di gridare e di esprimerci. Spero che i
problemi diminuiscano, perché anche il nostro grido possa diminuire.
João Pedro Stédile, membro della direzione del MST
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