| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
Lei pensa che il governo Lula abbia mancato nella creazione di progetti per
insediamenti?
Non si tratta di omissione. La riforma agraria è ferma per tre motivi di
base. Lo stato brasiliano continua con la sua natura che lo porta a
garantire solo i privilegi dei ricchi e delle banche. Secondo:
l'agrobusiness dei fazendeiros si è unito alle transnazionali potenti
dell'agricoltura, come la Monsanto, la Cargill, la Bunge, e, insieme con il
ministro Roberto Rodriguez, fa una campagna diretta contro la riforma
agraria. Il terzo motivo è che la politica economica, che mette al primo
posto il superávit primário, gli interessi e le esportazioni, è
incompatibile con la riforma agraria, che rappresenta posti di lavoro,
produzione di alimenti e mercato interno. Quindi, non si può fare la riforma
agraria, che dipende da un progetto di sviluppo nazionale, finché avremo una
politica economica neoliberista.
Che tipo di riforma agraria ha in mente il MST?
Il MST e i movimenti sociali delle campagne sono uniti intorno a un progetto
di riforma agraria, che si chiama Carta della Terra, approvata da tutti i
movimenti nell'aprile del 2003. La nostra visione è che, prima di tutto, la
riforma agraria deve essere collegata, unita, a un progetto nazionale di
sviluppo rivolto all'industria nazionale, al mercato interno e, soprattutto,
alla creazione di lavoro e alla distribuzione del reddito. E' per questo che
serve la riforma agraria.
E la questione degli insediamenti?
La nostra riforma agraria coinvolge non soltanto la distribuzione delle
terre. Bisogna sposare gli insediamenti con l'agroindustria cooperativa.
Ossia, ogni insediamento dovrebbe avere una cooperativa con agroindustria,
producendo alimenti per il mercato interno con l'incentivo della BNDES, del
governo. Bisogna democratizzare l'educazione, portare l'educazione nelle
campagne. Non come avviene ora, che i sindaci portano i bambini e gli
adolescenti nelle città. Infine una riforma agraria che si sposi con
tecniche agricole che rispettino l'ambiente e riescano ad aumentare la
produttività, tuttavia producendo alimenti di qualità.
La proposta di riforma agraria del MST diverge da quella sostenuta dalla
Commissione Pastorale della Terra?
Non diverge in niente, abbiamo discusso e dibattuto insieme.
Qual è la sua analisi sull'agrobusiness, poiché esiste una tendenza ad una
sua progressiva espansione?
La parola agrobusiness in senso stretto, significa tutte le attività
agricole che si dedicano al mercato. Pertanto, a rigore, ogni produttore
rurale che vende qualsiasi cosa pratica l'agrobusiness. Ma qui in Brasile,
la borghesia agraria nazionale, il ministro Roberto Rodrigues, alleati alle
transnazionali hanno trasformato il termine in sinonimo di una condizione
specifica di produzione agricola, che è a sua volta diventata sinonimo di
grandi proprietà modernizzate, che creano disoccupazione, con alto livello
di produttività, monoculture che si rivolgono all'esportazione.
Pertanto, l'agrobusiness, predicato dalla televisione e dai suoi alleati
delle transnazionali, non si allontana da una "piantagione" ricolonizzata.
Dal suo punto di vista chi favorisce l'agrobusiness?
E' l'espressione di una classe sociale che vuole guadagnare soltanto dollari
esportando, non importa se a spese dell'ambiente, della disoccupazione, ecc.
E' in realtà il nuovo trucco della vecchia colonizzazione agro-esportatrice.
Per questo, non sviluppa il Paese, non genera lavoro. Guadagna soldi solo
una mezza dozzina di latifondisti , imbambolati dalle multinazionali, perché
esse, sì, controllano il commercio agricolo internazionale e sanno che sta
guadagnando molto denaro, nelle esportazioni di soia, zucchero, cacao, legno
ecc.
Esiste la possibilità che la proposta per la riforma agraria del MST si
coniughi con la proposta dell'agrobusiness?
Sono due cose totalmente diverse. Come ho detto, l'agrobusiness, è il trucco
del colonialismo moderno, ora al servizio di 10 imprese multinazionali. La
riforma agraria che noi sosteniamo è integrata con il mercato, ma quello
della produzione degli alimenti per il mercato interno. Una riforma agraria,
rivolta verso il popolo, verso le necessità del popolo, per produrre
alimenti, creare posti di lavoro, utilizzare la terra rispettando l'ambiente
per le generazioni future.
Nei luoghi dell'agrobusiness ci sono più conflitti per la terra, perché?
In generale i conflitti sociali che coinvolgono l'agrobusiness sono in quei
luoghi in cui c'è la resistenza a questo modello e anche nell'area della
frontiera agricola. Questo ha richiamato attenzione, per questo la CPT ha
denunciato che era emblematico che alcuni casi di estrema violenza fossero
praticati da questi fazendeiros ritenuti moderni. Il maggior produttore di
fagioli del paese, eletto sindaco di Unaí è il mandante dell'assassinio di
tre ispettori del lavoro che controllavano l'esistenza di lavoro schiavo
nelle sue aziende. A Felisburgo, Minas Gerais, il fazendeiro Adriano
Chafik era leader político dei fazendeiros, utilizzava tecniche moderne di
allevamento di bestiame.E' stato lo stesso che ha contrattato 15
pistoleiros e personalmente ha partecipato al massacro in cui sono morti
cinque senza terra nel novemmbre passato, tentando di fare lo sgombero a
mano armata, contro la legge , perché sapeva che le sue terre erano
pubbliche e pertanto acquisite illegalmente. E' stata necessaria la morte di
cinque compagni perché la Giustizia Agraria di Minas, desse il possesso di
quella azienda allo Stato mineiro, poiché era registrata come terra dello
stato.
E la morte della missionária Dorothy Stang?
Allo stesso modo, gli industriali del legno, che hanno mandato ad uccidere
Dorothy sono gente moderna, che si dedica all'esportazione. Le famose
multinazionali degli eucalipti nello stato di Espírito Santo e nel Sud di
Minas, sono le stesse che hanno preso le terre dei guaranis per riempirle di
eucalipti. Nel Rio Grande del sud, essi sono tanto moderni che si armano per
impedire che i tecnici dell'Incra facciano valutazioni nelle loro terre.
Osa, se stanno in regola con la legge, perché hanno tanta paura?
Secondo lei la discussione sulla terra è diventata una questione più
dottrinaria che economica?
Il problema della terra in Brasile è un problema della società brasiliana,
per questo si chiama "questione agraria". E' un problema nazionale, poiché
molti dei problemi sociali dei quali il Brasile soffre, la disoccupazione,
l'esodo dei disoccupati, la violenza nelle città, hanno le loro radici nella
questione agraria non risolta. Per questo è una questione sociale. Ma è
anche una questione economica, perché potrebbe sottrarre alla povertà
milioni di brasiliani garantendo loro l'accesso alla terra, al lavoro e ad
un'abitazione dignitosa, dando un futuro a queste famiglie.
È d'accordo con la legge di biosicurezza?
La legge di biosicurezza è una vergogna nazionale. E' stato solo un modo in
cui le multinazionali, specialmente la Monsanto per ottenere quel che
volevano libetà totale per disseminare i semi transgenici, controllare
l'agricoltura, riscuotere le royalties dagli agricoltori. Nelle prossime
elezioni continueranno a finanziare molti dei deputati che hanno votato a
favore della legge, come li hanno finanziati nelle elezioni passate. Ci sono
voci che persino un presidente di uno stato del PT avrebbe tratto beneficio
da questo tipo di appoggio nelle ultime elezioni, Si figuri gli altri.
Che si aspetta dal Presidente?
Spero che il presidente abbia il coraggio di vietare diversi articoli che
danno libertà totale. Se non lo farà sarà connivente con questa
irresponsabilità sociale. Da parte nostra, insieme con organizzazioni
ambientaliste e chiese, ci rivolgeremo al Tribunale Supremo con un'azione di
denuncia della incostituzionalità, poiché la legge approvata ferisce
stupidamente la Costituzione. Chiederemo allo stato cosi esigente nel
chiedere l'adempimento della legge ai poveri che la adempia con vigore e
esiga che le imprese mettano le etichette ai loro prodotti se contengono
transgenici. Se i transgenici sono così buoni, perché non vogliono scriverlo
sull'etichetta? L'anno scorso sono stati commercializzati 6 milioni di
tonnellate di soia del Rio Grande del Sud, transgenica nel mercato interno
e, nonostante la legge, non si è visto nessun prodotto etichettato. Come
mai?
Quindi il MST condanna totalmente i transgenici?
Sosteniamo il principio di precauzione, ossia, non si possono liberare
prodotti dei quali nessuno sa che effetti faranno alle persone, agli
animali, agli agricoltori, all'ambiente. Le multinazionali che detengono il
monopolio di questi semi vogliono solo controllare l'agricoltura e
riscuotere le royalties, non hanno nessuna responsabilità sociale. Hanno
trovato il colpevole della mucca pazza che ha ucciso molte persone in
Europa? E' dimostrato che i semi transgenici sono omicidi: non riescono a
convivere con altri tipi di piante e si mescolano automaticamente con loro e
le trasformano in transgeniche. Questo mette a rischio la nostra
biodiversità che è ciò che abbiamo di più importante.
Ma perché i paesi che hanno liberalizzato l'uso dei transgenici lo hanno
fatto?
In tutto il mondo si segue il criterio della precausione e si esige il
controllo dei transgenici. Perché solo gli USA, il Canada e l'Argentina dei
tempi di Menem hanno liberato i transgenici? Perché in questi paesi non c'è
un governo, ci sono gli interessi delle multinazionali. E' una vergogna che
un governo eletto per il cambiamento sia ostaggio delle multinazionali e
abbia approvato una legge che libera i transgenici. Il Presidente Lula non
capisce che sciocchezza sta facendo di fronte alla storia
Joao Pedro Stedile, dirigente del MST e Via Campesina Brasile.
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