| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
São Paulo - Il MST e soprattutto João Pedro Stédile, al di là dei legami storici con il PT, non possono essere accusati di condiscendenza con il governo Lula. Nei quattro ultimi anni, le occupazioni di terra e le azioni del MST sono raddoppiate, sono venute dal movimento alcune delle critiche più dure alla politica economica del ministro Palocci e, mentre il movimento sindacale e studentesco si erano esposti in una difesa incondizionata della rielezione del presidente, il MST era stato silenzioso. E lo è stato fino ad ora.
Di fronte a questo secondo turno - dopo che Lula è andato nel primo turno vicinissimo alla vittoria - quel che sta in gioco, valuta Stédile, più che i nomi di Lula e Alkmin, sono due diversi progetti per il paese. E quello rappresentato dal candidato del partito di Cardoso non piace assolutamente ai movimenti sociali. Questo porta automaticamente alla mobilitazione delle forze popolari in una battaglia per la rielezione di Lula.
Carta Maior - Con il secondo turno, ci sono due opzioni per il paese: Lula o
Alkmin. Che cosa è in gioco ora? Due visioni diverse della politica, due
progetti distinti per il paese, una prospettiva diversa, a seconda di chi
vince, per lo sviluppo delle lotte sociali?
João Pedro Stédile - Ritengo che non si tratti, in questo momento, di
giudicare qual è il nome migliore. Si tratta di valutare quale progetto
interessa al popolo brasiliano. Quel che è in gioco, ora, è se le forze del
capitale finanziario, alleato del capitale internazionale e le elite
brasiliane consolideranno il loro progetto o no. Alkmin rappresenta la
ripresa del potere da parte delle classi dominanti, per realizzare in forma
egemonica il modello neoliberista. Sarebbe una grande sconfitta per la
classe lavoratrice e per il popolo brasiliano. Lula rappresenta una
composizione di forze sociali, all'interno della quale ci sono anche settori
delle oligarchie e della borghesia brasiliana. Ma rappresenta anche la
possibilità di transizione verso un progetto di sviluppo nazionale. Per
questo non ho dubbi. Dobbiamo sconfiggere la candidatura di Alkmin. Di
fronte alle lotte sociali, tutti conoscono l'atteggiamento delle elite
brasiliane: hanno sempre trattato il popolo, a partire dal colonialismo con
il capitão do mato (quello che guidava le bande che andavano a cercare gli
schiavi fuggitivi, ndt), sulla base della repressione.
CM - Nella campagna per il primo turno c'è stata una ripresa del discorso
conservatore, che, a volte, si è nitidamente caratterizzato come lotta di
classe. Allo stesso tempo, si è discusso poco dei progetti concreti delle
diverse candidature che avrebbero reso più chiare le differenze. Come valuta
questo fenomeno?
JPS - Lo scontro reale tra i progetti politici avviene nella società e
siccome siamo una società di classi e estremamente diseguale e ingiusta, è
evidente che i progetti devono rappresentare interessi di classe. Quando non
li rappresentano o si confondono, il processo elettorale diventa soltanto
una disputa per rivestire delle cariche o tra gruppi. Guardi la situazione
in cui viviamo. Al primo turno non c'è stato dibattito e, in pratica, le
candidature non hanno sostenuto progetti. Ma la borghesia brasiliana non è
venuta meno ed ha agito. E' stata la classe dominante che, alla fine, ha
dato un carattere di classe alla campagna e si è unificata intorno alla
candidatura di Alkmin, quando hanno capito che avrebbero potuto sconfiggere
Lula. E' stato questo cambiamento e la coscienza di classe della borghesia
che ha costretto al secondo turno e, allo stesso tempo, ha trasformato la
campagna del secondo turno in una campagna completamente diversa da quello
del primo: ora le candidature rappresentano progetti di classe, anche se
molto generici. La borghesia si unificherà intorno ad Alkmin e la classe
lavoratrice, il popolo, deve unificarsi intorno a Lula, indipendentemente
dalle sue proposte.
CM - Il MST, al contrario di altre organizzazioni come la CUT e l'Unione
degli Studenti (UNE), non si è pronunciato pubblicamente a sostegno della
candidatura di Lula al primo turno....
JPS - Il MST ha come principio quello di mantenere l'autonomia in relazione
ai partiti, al governo, allo Stato, alle chiese. Questo significa che, come
organizzazione, non prendiamo decisioni partitiche o elettorali. Ma come
militanti sociali abbiamo l'obbligo di partecipare attivamente alla politica
brasiliana, di agire in politica. L'immensa maggioranza della nostra base e
dei nostri militanti ha partecipato e ha optato individualmente per la
candidatura di Lula nel primo turno. La caratteristica di queste elezioni,
almeno nel primo turno, è stata una condizione di generale sbigottimento di
fronte alla mancanza di una discussione sui progetti. E una delle cause di
questo immobilismo è la forma in cui è stata portata avanti la campagna di
Lula: sono di nuovo stati privilegiati i pubblicitari, la televisione e non
è stata stimolata la partecipazione della militanza sociale. Per questo,
pochissimi militanti dei movimenti sociali e anche dei partiti hanno
partecipato attivamente a questa campagna.
CM - Quale sarebbe l'atteggiamento del MST di fronte a un possibile secondo
mandato di Lula? Il Movimento presenterà proposte o domande di carattere
programmatico? E quale sarebbe la strategia del MST nel caso fosse eletto
Alkmin? Come valuta questa possibilità?
JPS - Non voglio entrare nella prospettiva di una vittoria di Alkmin anche
se ha delle possibilità reali. Ma credo che le forze popolari della società
brasiliana, che sono ampiamente maggioritarie, non vogliono il ritorno del
neoliberismo puro. Quindi, penso che il rapporto di forze nella società ci
favorisce, nonostante gli errori della campagna di Lula e i pochi passi
avanti che abbiamo avuto durante il primo mandato. Di fronte ad altri
quattro anni di governo Lula, il MST manterrà la sua autonomia, come
l'abbiamo mantenuta durante il primo mandato. L'opinione pubblica e la
stampa sono testimoni che abbiamo accresciuto molto le mobilitazioni nelle
campagne, sono testimoni delle nostre critiche alla politica economica del
governo e alla timidezza del processo di riforma agraria. La stessa destra
ha rimproverato il governo perchè non reprimeva le nostre lotte. Il nostro
ruolo è continuare ad organizzare il popolo perchè sia cosciente, si
mobiliti e lotti. Naturalmente esporremo le nostre proposte di riforma
agraria e di cambiamento del modello economico. Faremo il nostro congresso
nazionale all'inizio del 2007 e in questa occasione presenteremo le nostre
richieste. Stiamo discutendo queste proposte nella nostra base dalla seconda
metà di quest'anno.
CM - Con l'avvento dei governi progressisti in America latina, i movimenti
sociali, e in particolare Via Campesina, della quale il MST fa parte, hanno
approfondito il dibattito sulle relazioni internazionali e l'integrazione
della regione, dal punto di vista della società civile. Come vede le due
possibili opzioni di governo in relazione a quest'area?
JPS - Alkmin sarebbe il ritorno dell'egemonia del governo USA sull'America
latina. Ora, il continente sta attraversando un processo di transizione e,
in quasi tutte le elezioni, il popolo ha votato candidati antineoliberisti.
Questo ha generato tre gruppi di governi: un gruppo di sinistra (Venezuela,
Bolivia e Cuba), un gruppo di governi a carattere moderato ma in transizione
dal neoliberismo, e che si scontra puntualmente con la politica USA
(Brasile, Argentina, Uruguai, Perù e Equador), e il gruppo dei paesi fedeli
alleati degli USA (Cile, Paraguai e Colombia). Una vittoria di Alkmin
porterebbe a uno squilibrio a favore degli USA con l'ingresso del Brasile
nel gruppo degli alleati servili.
CM - Come valuta la sinistra brasiliana oggi e quali sono, secondo lei, le
sue prospettive? Esiste un qualche "colpevole" per la situazione in cui oggi
si trova? Cosa servirebbe perchè crescesse, soprattutto di fronte al
rafforzamento del conservatorismo dello scenario politico uscito da queste
elezioni?
JPS - Prima di tutto, la nostra valutazione è che non ci sono state grandi
variazioni nel rapporto tra le forze politiche in queste elezioni. Penso
che il quadro sia restato lo stesso. I conservatori sono andati avanti con
l'elezione di alcuni governatori e senatori, ma le forze popolari hanno
avuto vittorie importanti a Bahia, ne potranno avere ancora in Paraná, Rio
Grande do sul, Pernambuco e Pará. Alla Camera si è mantenuto lo stesso
rapporto di forze.
In secondo luogo, c'è un contesto storico molto sfavorevole per la classe
lavoratrice e la sinistra in genere, in questo periodo. In breve, i 15 anni
di neoliberismo che abbiamo avuto hanno rappresentato una gravissima
sconfitta degli interessi popolari. E hanno modificato le classi e
l'economia nazionale. Abbiamo eletto Lula per sconfiggere il neolibersimo ma
non è stato sufficiente. I movimenti di massa attraversano una fase di
riflusso e la sinistra in genere vive una crisi ideologica, di valori, di
pratica politica. E c'è un rapporto di forze molto sfavorevole nell'uso dei
media, nelle università e nel potere dello Stato e tutto questo opera contro
il popolo, contro i lavoratori. Come superare questo quadro storico
sfavorevole? Non sarà una elezione nè una formula miracolosa, sarà un lungo
lavoro, che esige pazienza storica, che potrà riunire forze popolari intorno
a un nuovo progetto per il paese. E per questo c'è bisogno di riprendere il
lavoro di base, di formare militanti, di avere i nostri mezzi di
comunicazione e stimolare ogni tipo di lotte sociali, in modo particolare
con il coinvolgimento della gioventù delle città. Perchè da tutto questo
scaturisca un nuovo periodo storico di ripresa del movimento delle masse,
come è accaduto negli anni dal 1945 al 1964, dal 1978 al 1989. In questo
modo si altera il rapporto di forze e la sinistra potrà avanzare. Per
questo, perchè sia possibile superare queste sfide, il compito principale è
sconfiggere la destra, sconfiggere la candidatura di Alkmin, perchè la sua
vittoria rappresenterebbe un prolungamento di questo periodo sfavorevole.
João Pedro Stedile é dirigente do Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem terra (MST) e da Via Campesina - Brasil
| Home Page | Mappa del sito | Interviste a Stedile | Articoli sulle Elezioni 2006 |