| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
Siamo ad un bivio. Bisogna lottare contro il modello economico
Siamo ad un bivio. Pensavamo all'inizio del movimento che con la terra avremmo risolto i problemi. Ora sappiamo che il modello economico è soffocante perché con la sola terra si mangia, ma non si progredisce.
La nostra azione da qui in avanti sarà di unirci ad altri movimenti. Le mobilitazioni, se il governo non farà qualcosa, saranno sempre più numerose e radicali. La repressione cresce ma non arretreremo di un centimetro nei nostri obiettivi. Le occupazioni continueranno fino a che il governo capirà che il problema sociale non si risolve con la polizia, la repressione o la propaganda. Si può provare a reprimere, ma il problema torna.
L'occupazione di edifici pubblici può danneggiare l'immagine del MST solo nella classe media.
Sono preoccupati. Ma i cambiamenti nella storia dell'umanità non sono stati fatti dalla classe media, nonostante la sua importanza. Noi ci preoccupiamo dei poveri delle città. Abbiamo occupato il Ministero del tesoro perché da marzo stavamo negoziando senza successo con il governo. Tutti i nostri interlocutori dicevano che la soluzione non dipendeva da loro, ma dalla equipe economica. Anche il ministro Raul Jugmann ci ha detto questo. Abbiamo capito il messaggio. Se c'è stata una vittoria politica in queste manifestazioni è stato l'andare al Ministero del Tesoro, perché il governo ha reagito con tanta violenza quando ha capito che avevamo colpito l'obiettivo giusto. Quando occupiamo l'Incra non interessa a nessuno.
L'occupazione di edifici pubblici non è illegale.
Non vogliamo usurpare gli edifici pubblici. Non vogliamo depredarli. Il nostro obiettivo è stato richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica: "Compagni, il Brasile è a un bivio e i responsabili sono Pedro Malan, Armínio Fraga e Francisco Gross, casualmente tre ex-funzionari del sistema finaziario internazionale".
La via elettorale
Non la disprezziamo, molti nostri militanti sono deputati e sindaci. Ma i cambiamenti in questo paese non avvengono in Parlamento. Le cose possono cambiare solo se i poveri scendono nelle strade, si organizzano e lottano contro il governo.
Il MST non vuole diventare tuttavia un partito né il braccio di nessun partito.
L'immagine del MST
La maggioranza della popolazione brasiliana è favorevole al MST. Le ricerche del governo che dicono il contrario sono manipolate, controllate da Antônio Lavareda, coordinatore della campagna di Cardoso. L'appoggio popolare si vede dai fatti, per esempio il sostegno agli accampamenti. A Campos la gente sta alimentando un accampamento di 500 famiglie.
I risultati del MST
Ci sono 1500 insediamenti legati al MST, ma il numero non dice tutto. L'agricoltore insediato risolve alcuni problemi fondamentali (lavoro per tutto l'anno, mangiare, costruire una sua casetta), ma per aumentare il suo reddito deve produrre per il mercato e per questo ha bisogno di investire soldi che il governo non gli dà. Il governo sta impiantando il modello agricolo nord-americano, cioè stimolo alle grandi aziende produttrici di cereali, affidamento del controllo del mercato agricolo e della ricerca tecnologica ai grandi complessi agro-industriali multinazionali, abbandono dell'agricoltura familiare. Questo modello porterà da 8 a 13 milioni di brasiliani a essere espulsi dalle campagne. Cosa andranno a fare nelle città? Le città del terzo mondo non sono simbolo di progresso ma di violenza, marginalità e oppressione.
Il MST non vuole diventare un movimento di guerriglia rurale
La nostra politica non è, come dicono, dare fuoco agli edifici pubblici o lottare contro la polizia. Sappiamo che la nostra forza non sta nel maggior livello di radicalizzazione ma nel numero di persone che portiamo in strada protestando contro il governo. Il Governo ha paura che l'organizzazione del MST serva da modello ad altri esclusi, per questo vogliono isolarci con la repressione e con la propaganda nei mezzi di informazione.
Il futuro del MST
Continueremo a lottare contro il latifondo appellandoci alla Costituzione brasiliana. Ma questo non basta. Dobbiamo lavorare insieme ai piccoli agricoltori e agli altri movimenti contadini, ai seringueiros, alla CPT, alla Contag per aumentare la nostra forza di pressione e mutare il modello economico.
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