| Documenti: di Stedile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
1. Quattro anni fa, dopo molte pressioni, circa cento famiglie sono state insediate in un'area totalmente improduttiva, espropriata dall'Incra: la fazenda Barriguda a Buritis, Minas Gerais. L'anno scorso queste famiglie e altre famiglie insediate nella regione, che non avevano ricevuto nessuna risorsa dall'Incra per costruire le loro case e portare avanti la produzione, hanno deciso di accamparsi di fronte alla fazenda del Presidente. Questo ha creato una grande agitazione. E solo a questo punto il Ministro e l'Incra si sono impegnati a liberare tutti i prestiti rurali a cui le famiglie avevano diritto, come ogni altra famiglia insediata. La Polizia Militare del Minas Gerais, in quell'epoca, ha protetto la fazenda, ma con un atto di sfiducia, provocazione nei confronti del governatore del Minas e di prepotenza, il Presidente ha fatto dislocare lì un battaglione dell'Esercito.
2. È passato quasi un anno e le risorse non si sono viste. Ancora peggio, un Giudice locale ha annullato l'esproprio. Vi potete immaginare il sentimento di rivolta di queste famiglie. Hanno deciso di accamparsi nella piazza della città di Buritis, a più di cento chilometri dalla fazenda del Presidente. Chiedono le stesse cose dell'anno passato, le risorse promesse. Comincia una nuova riunione con l'Incra. Durante una pausa uno dei leader locali, preoccupato per la situazione, ha fatto una dichiarazione ingenua dicendo che, se le risorse e l'area non fossero state liberate avrebbero potuto tornare ad accamparsi nella fazenda del Presidente. Immediatamente è stato detto: ricatto del MST e di nuovo sono stati dislocati 250 soldati, armati di tutto punto. Per proteggere cosa?
3. Legalmente la fazenda appartiene ai due figli del Presidente (al 50%) e al signor Juvelino Mineiro, che nel Pontal si è impadronito con falsi documenti di un'area pubblica che fa parte del patrimonio dello stato di San Paolo. Chi sta proteggendo l'Esercito? Quello che fa è realmente legale? Secondo la legge, nel Pontal, l'Esercito avrebbe dovuto occupare la fazenda del Signor Juvelino e restituirla al governo di San Paolo.
4. Stiano attenti gli abitanti di Higienopolis perché se domani qualche gruppo di senza tetto, delle centinaia che dormono lì vicino, sotto al viadotto di San Giovanni, decidesse di dormire sul marciapiede della via Maranhão, dove il presidente possiede un appartamento, è probabile che l'Esercito sia chiamato a proteggere gli edifici da un ipotetico ricatto dei senza tetto.
5. Quello che è evidente in realtà è l'esistenza di due tragedie: La
prima è la posizione ridicola in cui questo governo sta mettendo le
forze armate. Hanno già speso 70 milioni di reais per mandarle, con
l'operazione Mandacaru, nel sertao del Pernambuco per combattere le
piantagioni di coca. Sarebbe stato più efficace ed economico impiegare i
soldi in un programma di sostegno ai piccoli agricoltori della regione,
aumentando il prezzo del latte di capra e della mandioca. La coca
infatta sta lì un'altra volta.
Hanno mandato le forze armate ad occupare le favelas di Rio. Non sarebbe
stato più efficace autorizzare l'aeronautica a distruggere i 300
aeroplani che attraversano una volta al mese le nostre frontiere con
il Paraguay e la Bolivia, come ha denunciato il Brigadiere Sergio
Ferolas, pieni di armi e cocaina? O si correrebbe il rischio, in questo
modo, di colpire nobili famiglie delle élite? In realtà fanno giocare
alle forze armate un ruolo ridicolo, per decisione del governo USA che
fa disfa da queste parti.
La seconda cosa da dire è che non c'è stato nessun ricatto del MST. Il
governo lo sa attraverso l'ABIN (l'agenzia brasiliana di intelligence)
il Sirca, il SNI rurale che è all'interno dell'Incra e il dipartimento
dei conflitti agrari della polizia federale (si notino le vecchie sigle,
del tempo della dittatura ora ripristinate) che ascoltano le telefonate
e vigilano su di noi. Sa che il MST non ha mai deciso di occupare la
fazenda dei figli del Presidente. Non è nel nostro costume lo scontro
personale o il ricatto. Noi siamo un movimento sociale che organizza
poveri per fare pressione sul governo. Il rischio del Presidente è dato
dal fatto che ha dei vicini poveri e i poveri non chiedono permessi a
nessuno, nemmeno al MST.
Forse sarebbe meglio che il Presidente comprasse la prossima fazenda in
Canada o in Australia, lì non ci sono poveri nelle campagne e
l'Esercito si dedica ad attività diverse, più importanti al fine di
proteggere la sovranità nazionale.
João Pedro Stedile, 46 anni, membro della direzione nazionale del MST.
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