Documenti: di Stedile Movimento Sem Terra
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Cosa sta succedendo nelle campagne brasiliane?

João Pedro Stédile
Articolo pubblicato nella rivista "Debate sindical" del dicembre 2000

Il governo sta adottando una nuova tattica contro la riforma agraria che mira ad isolare e sconfiggere politicamente il MST

Il governo Cardoso sta costruento dal 1994 un nuovo modello agricolo subordinato al progetto neoliberale. Al centro di questo modello c'è l'idea che ci deve essere una selezione di produttori rurali. Devono restare sul mercato soltanto quelli che sono capaci di affrontare la concorrenza mondiale. Questa politica porta ad una totale mercantilizzazione e denazionalizzazione delle nostre campagne il cui controllo viene affidato alle multinazionali mentre l'agricoltura famigliare diviene impraticabile.

In termini pratici, questa politica, freddamente elaborata e messa in atto, colpisce milioni di brasiliani. È responsabile dell'aumento dell'esclusione sociale. Secondo l'IBGE, nel periodo 95/99, circa 4.2 milioni di brasiliani hanno abbandonato le zone rurali e 906 mila piccole proprietà sono scomparse. Andando avanti nella costruzione di questo tipo di modello, garantisce il suo stesso ideatore, l'ex-segretario esecutivo del Ministero dell'Agricoltura, il professor Guilherme Dias, ci sarà spazio soltanto per il 10% delle grandi fazendas e per il 18% degli attuali piccoli proprietari.

L'altra conseguenza logica di questo modello è il perdurare della concentrazione della terra. Tra il 1992 e il 1998 i latifondisti hanno ampliato le loro proprietà di 80 milioni di ettari. Basta ricordare il caso dell'impresa di costruzione CR Almeida che si è man mano impadronita di un'area di 4 milioni di ettari nel Pará. E' oggi il maggior latifondo del mondo.

Altri 1.030 grandi latifondisti sono padroni di 62 milioni di ettari, il 15% dell'area totale degli immobili del paese. Hanno accumulato, in questo stesso periodo, 20 milioni di ettari, secondo dati dello stesso Incra.

Durante 15 anni di intense lotte, il MST e il sindacalismo rurale sono riusciti a conquistare circa 12 milioni di ettari espropriati, pagando tutto questo con la vita di molti compagni. In questo stesso periodo, soltanto mille latifondisti hanno astutamente accumulato, attraverso i benefici del potere pubblico e della politica economica, un'area totale che è quasi il doppio di quella conquistata da 350.000 famiglie. Questa è la prova più evidente che la politica del governo perpetua e accresce la disuguaglianza sociale.

Resistenza crescente
Per il governo e le classi dominanti, l'ideale sarebbe costruire questo modello agricolo in un contesto sociale tranquillo, cooptando i rappresentanti politici e sindacali degli agricoltori: senza opposizione e resistenza. Invece, i lavoratori rurali, durante quest'anno, hanno mostrato una ferma determinazione nel lottare contro l'offensiva neoliberale nelle campagne.
Sono esempi di questa resistenza le proteste a Porto Seguro (BA), durante le commemorazioni ufficiali dei 500 anni; le azioni della "Protesta nelle campagne" contro i transgenici e le importazioni agricole; le mobilitazioni di settembre con l'accampamento di fronte alla fazenda di Cardoso; e la partecipazione attiva delle organizzazioni dei lavoratori rurali al plebiscito sul debito estero.
In questo contesto, le lotte di massa disturbano la strategia del governo di costruire rapidamente il nuovo modello agricolo. Per questo, le classi dominanti sono passate ad adottare quest'anno una tattica che mira ad isolare e sconfiggere politicamente il MST. E perché il MST? Perché dà il cattivo esempio ai poveri delle campagne. È chiaro che, una volta sconfitto il MST, le élite si rivolgeranno certamente contro tutti gli altri movimenti che organizzano i poveri delle campagne.

Azioni del governo
Così, il Palazzo del Planalto ha coordinato tutte le sue forze per portare avanti attività diverse tutte finalizzate alla costruzione di questa tattica. Dirige l'azione il generale Alberto Cardoso, capo della ABIN, un nuovo servizio di intelligence del governo. Le misure adottate sono di vario tipo, tra di esse le principali sono:
1) Campo giuridico. Tutti i settori sono stati spinti ad aprire il maggior numero di processi, per qualsiasi motivo, contro dirigenti del MST. Solo negli ultimi mesi si è superato il numero di 180 processi.
2) Repressione. Le Polizie Militari sono state orientate ad operare sistematicamente contro le occupazioni. È stato organizzato il nuovo DOPS rurale - il dipartimento dei conflitti agrari della Polizia Federale, con un delegato in ogni stato che ha il compito di operare unicamente contro il MST. Mentre regna l'impunità per le colpe dei latifondisti.
Risultato: sei compagni condannati a 8 anni di prigione e altri 10 assassinati. Nella storia del MST, con l'eccezione dei casi di massacro, non sono mai stati uccisi tanti militanti in un solo anno.
3) L'azione della stampa1 Sono stati mobilitati giornalisti fedeli al governo e organismi sensibili alle pressioni e alle risorse della pubblicità per promuovere una vera campagna di diffamazione del MST di fronte alla opinione pubblica. È sintomatica la dichiarazione alla stampa dello stesso ministro Jungmann che ha detto che uno degli obiettivi era quello di produrre notizie che danneggiassero il PT durante la campagna elettorale dello scorso ottobre.
4) Taglio di risorse per la produzione2 Il governo pensava che concedere finanziamenti agli insediati legati al MST avrebbe rappresentato un grande appoggio all'organizzazione e il consolidamento della sua base sociale. Per questo ha fatto di tutto per evitare che le risorse fossero rese disponibili prima delle elezioni.

L'appoggio della società
Fortunatamente, nonostante la triste e furibonda campagna del governo, le menzogne che ha detto all'opinione pubblica, l'immagine del MST non è stata danneggiata. E le elezioni hanno confermato la sconfitta del governo. Cardoso vuol nascondere alla società che quel che produce un maggior numero di lotte e una sempre maggiore indignazione è l'aumento della povertà e della disuguaglianza sociale. Il ruolo del MST è e sarà quello di continuare ad organizzare questa indignazione. Fortunatamente, molti settori della società hanno capito e si sono schierati in nostra difesa, sia intellettuali che giornalisti, che mettono a rischio i loro posti di lavoro, parlamentari, partiti di opposizione, religiosi, sindacalisti, studenti.
La lotta per la riforma agraria si è trasformata, ora più che mai, in una chiara lotta di classe. Qualsiasi occupazione di terre, pressione nei confronti di uffici pubblici o semplice manifestazione dei senza terra è diventata ora una lotta contro il modello agricolo.

Noi porteremo avanti la lotta di sempre, con la missione storica di organizzare i lavoratori. Amplieremo la nostra azione, non soltanto contro il latifondo, ma contro l'offensiva neoliberale. Ci uniremo a tutti quelli che vogliono sconfiggere questo modello e costruire realmente un progetto popolare per il Brasile. La storia sta dalla nostra parte. Cardoso lascerà un triste ricordo nei brasiliani che non lo sopportano più. Al di là della propaganda, da due anni il suo indice di gradimento popolare non supera il 19%.


Note:
1) Oltre alle ricorrenti accuse ai senza terra di essere violenti, dei banditi ecc. ecc. i media amici del governo hanno lanciato, o meglio rilanciato, perché la campagna era già cominciata in primavera ed è stata "riscaldata" ora, quando il governo sente di non avere grande popolarità e si vede in difficoltà nella trattativa con il MST, pesanti accuse di corruzione e "sottrazione di denaro pubblico" da parte del MST. Il MST è accusato di far pagare un "pedaggio" agli insediati, sui prestiti che ricevono dal governo e di ritirare una trattenuta dai salari dei tecnici delle cooperative. Su questo sono stati scritti infiniti articoli scandalistici che accusano il movimento di "estorcere" questi soldi ai poveri insediati. Il punto è che, come hanno più volte spiegato i dirigenti del MST, gli agricoltori legati al Movimento sono invitati a pagare un contributo, che è volontario. Questo contributo è comparabile con quello che qualsiasi lavoratore paga mensilmente al sindacato della sua categoria. E non può essere confuso con nessun tipo di "sottrazione", come pretendono i dirigenti del Ministero dello Sviluppo Agrario e dell'Incra.

2) Il Movimento dei senza terra ha portato avanti, da luglio in poi, una trattativa con il governo. Ci sono stati numerosi colloqui tra MST e governo, spesso mediati da CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani), CONIC, (Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane), OAB (Ordine degli Avvocati Brasiliani). Il governo si era impegnato, il 22 luglio, a soddisfare in buona parte le richieste del MST soprattutto in relazione a nuovi insediamenti (ci sono più di 100.000 famiglie accampate) ed al tipo di credito e di assistenza tecnica da dare agli insediati. Cardoso e i suoi ministri, tuttavia, hanno mantenuto fede a ben poche delle promesse fatte a luglio. I finanziamenti alle famiglie insediate non sono stati concessi secondo i tempi e le modalità stabilite in precedenza mettendo a rischio la sopravvivenza delle famiglie stesse che non hanno potuto seminare al momento giusto.
I Vescovi cattolici, il Consiglio delle chiese cristiane, l' Ordine degli Avvocati, in un loro comunicato congiunto del 18 ottobre, hanno dichiarato di abbandonare l'intermediazione tra governo e MST perché il governo si è mostrato intransigente nei confronti delle richieste del Movimento. Nello stesso documento, i tre organismi si dichiarano invece preoccupati per il "clima di criminalizzazione pregiudiziale del MST" presente nel paese e dichiarano di sperare che questo clima non induca alla formazione di un "ambiente propizio alla violenza e alla repressione".

João Pedro Stédile è membro della direzione nazionale del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST)

 
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