Intervento di J.P.Stedile a Trento
domenica 24 ottobre 1999,
di fronte a gruppi di solidarietà italiani
Introduzione
La congiuntura
La Consulta Popolare, gli obiettivi strategici
Paralizzazione nazionale del 10 novembre
Plebiscito sul debito
I problemi della giustizia
Le relazioni del MST con gli zapatisti e le posizione relativa all'incontro di Belem
La Paralizzazione del 10 novembre e le dichiarazioni di Stedile
La campagna internazionale lanciata da Via Campesina e dal Fian per la riforma agraria come diritto umano
Introduzione
La prima ragione per cui sono contento di essere qui è che dopo 100
anni torno alla regione dei miei antenati, che non sono solo miei, ma
sono gli antenati di 300.000 famiglie di senza terra brasiliani.
L'altro motivo è il ritrovarmi tra persone che appoggiano il MST.
Per noi il significato più importante del lavoro che voi fate qui è il senso di solidarietà perché noi pensiamo che l'umanità passa per una grande sfida, una crisi sociale generalizzata che va molto al di là della povertà e non si può uscire da questa crisi se non recuperando la traiettoria del cammino storico dell'umanità, costruendo una società basata sulla solidarietà, la giustizia sociale e l'uguaglianza.
Sempre quando abbiamo notizie di persone che ancora si indignano
contro qualsiasi ingiustizia, in qualsiasi parte del mondo e praticano
la solidarietà, per noi questo è un germe della nuova società che
sognamo. Mi sento qui con compagni di una stessa causa.
Potrei dire molto sul Brasile. Se devo parlare male del governo starò
qui una settimana se delle élite un mese, se dei danni della politica
USA, 100 anni.
Ma sarò breve.
La congiuntura
Il primo aspetto che voglio commentare è che c'è stato un mutamento
nella congiuntura brasiliana negli ultimi due anni.
Durante il primo governo di FHC le élite brasiliane sono riuscite a
creare un falso consenso nella popolazione facendo pensare che tutto
andava bene e che il progetto neoliberista avrebbe funzionato. E noi
abbiamo passato questi anni con grande difficoltà nell'affrontare il
governo perché il governo aveva un forte appoggio popolare.
In relazione alla riforma agraria il governo faceva una falsa propaganda alla sua riforma e una propaganda permanente contro il MST.
Nei 15 anni del MST non avevamo mai incontrato una stampa cosi
ferocemente contro di noi. In quel periodo sono uscite solo notizie
negative su di noi, l'unica cosa che ha colpito l'opinione pubblica
è che loro sono stati talmente prepotenti che commisero quei due
massacri a Corumbiara e Eldorado e questo ci ha aiutato a modificare un
po' l'atteggiamento della gente.
Ora all'inizio del 2° governo, quest'anno, la maschera è caduta,
l'economia e la politica sono entrate in una crisi molto profonda; è
questo il grande mutamento della situazione; mentre prima sembrava che
l'economia andasse avanti, che le privatizzazioni andassero bene, che
il capitale straniero, anche italiano stava appoggiando il governo, ora
la popolazione si rende conto che era una grande farsa.
La popolazione ha ormai chiaro che si tratta di un Governo proconsole
degli interesse dei capitali internazionali e di quello USA in
particolare. Due esempi sintomatici di questa politica sono che il
governo ha nominato presidente del Banco central, che è il tesoro
nazionale, una persona considerata uno dei maggiori speculatori del
mondo, George Soros, che ha nazionalità nordamericana, così come è
stato nominato a capo della maggior impresa petrolifera brasiliana
Petrobras un cittadino francese.
Il risultato di questo modello è che il Brasile non ha mai avuto un
debito estero tanto alto. Oggi il debito interno e il 60% del Pib. E il
governo spende il 40% del bilancio pubblico per il pagamento degli
interessi. 130 miliardi di reais in interessi, 7 miliardi per
l'educazione, 1 miliardo per la riforma agraria.
Il debito estero si sta pagando intorno a 50 miliardi di dollari
all'anno L'economia continua a decrescere, il prodotto industriale è
diminuito del 13.5% La disoccupazione continua nella fascia del 20% e
c'è una totale marginalizzazione dell'agricoltura. Questa crisi
dell'agricoltura colpisce direttamente noi che stiamo lottando per la
terra perché in questo modello di subalternità al capitale finanziario internazionale non c'è nessun interesse a sviluppare l'agricoltura.
In Brasile si potrebbero coltivare 300 milioni di ettari di terra mentre noi coltivavamo dieci anni fa 45 milioni e ora, con la crisi, 34.
Di fronte a questo quadro, come sempre nella vita, ci sono
conseguenze positive e negative.
È negativo l'aumento dei sacrifici della popolazione, mentre è positivo il fatto che il popolo non sopporta più il governo e mentre il primo governo aveva l'appoggio
popolare questo governo può contare soltanto sull'8% del consenso.
Come si colloca l'azione del MST di fronte ad una situazione così
difficile?
La Consulta Popolare
1° Obiettivo strategico: lotta per modificare il modello economico.
In primo luogo questo ci ha costretto a porre come uno degli obiettivi
strategici del movimento la lotta per la modificazione del modello
economico perché se non modifichiamo il modello economico la piccola
agricoltura familiare non ha possibilità di sopravvivere e la lotta
per la terra si trasforma in una lotta donchisciottesca. Infatti, che
significato ha continuare a conquistare la terra del latifondo se il
governo poi toglie le terre ai piccoli agricoltori? Negli ultimi
dieci anni 942.0000 piccole proprietà sono scomparse, mentre noi, con le nostre lotte, siamo riusciti a ricollocare nella terra 300.000 famiglie.
Con questo modello non riusciremo a sconfiggere la strategia del
governo.
Senza quindi abbandonare la lotta e il nostro obiettivo primario che è
l'occupazione delle terre che rende possibile la sopravvivenza
immediata delle famiglie, noi dobbiamo avere altri obiettivi, unirci
con altre forze popolari, per cercare di costruire un grande movimento
di massa che metta in discussione il modello economico.
In questo tentativo di articolazione noi ci siamo resi conti che
l'opposizione e la sinistra stessa non hanno un progetto strategico
per il Brasile. Perché la crisi ideologica che ha colpito i movimenti
sociali in A.L negli ultimi dieci anni ha fatto si che le forze e i
partiti politici si dedicassero appena alle campagne elettorali.
Il nostro primo passo è stato quindi tentare di discutere con le
organizzazioni popolari, i militanti dei partiti di opposizione, ecc.
per capire cosa potrebbe essere un progetto popolare alternativo per il
Brasile e da un anno in qua stiamo moltiplicando occasioni di incontro
con agenti di pastorale della chiesa, movimenti popolari urbani, MST,
movimenti di donne, pastorale della gioventù, piccoli agricoltori,
movimento sindacale per discutere e dibattere con la popolazione su cosa dovrebbe essere un progetto per il Brasile.
È questo che stiamo chiamando Consulta Popolare.
Gli abbiamo dato questo nome per
sottolineare che è possibile costruire un movimento alternativo in
Brasile soltanto se il popolo partecipa e non se alcuni illuminati
fanno una proposta. Il Brasile non ha bisogno di candidati salvatori
della patria. Ha bisogno di un popolo che si coscientizzi e si
organizzi da solo In questo sforzo di costruzione della consulta
popolare e di dibattito che abbiamo fatto durante quest'anno, oltre
alle attività svolte con la base nei singoli stati, abbiamo organizzato
una grande marcia nazionale che ha camminato per 1600 Km da Niteroi a
Brasilia dove siamo arrivati il 7 ottobre.
Questa marcia è durata circa 80 giorni e, più che arrivare a Brasilia, il suo obiettivo era la stessa camminata perché è passata per 130 città dove ha dibattuto con la popolazione.
Il secondo obiettivo era mostrare un esempio di sacrificio. Persone che si sottoponevano alla fatica per arrivare a discutere nelle città con la gente povera È la pedagogia di una nuova politica perché la gente capisca che politica non è solo fare comizi ma è riunirsi con altri e discutere dell'avvenire del paese.
Terzo obiettivo era stimolare la solidarietà perché la marcia non poteva andare avanti senza la solidarietà delle persone. Noi siamo
partiti da Niteroi senza un centavo
È impossibile quantificare il costo finanziario della marcia, ma potete immaginare che significa alimentare 1100 marciatori ogni giorno.
Un'altra attività importante della Consulta è stato il fatto che, subito dopo la marcia, è stata realizzata a Brasilia una assemblea dei militanti che loro hanno chiamato dei"Lottatori del Popolo"; 5000
persone di oltre 700 municipi che hanno discusso per tre giorni su che
cosa è un progetto alternativo per il Brasile.
Da questa assemblea abbiamo tirato fuori anche due obiettivi pratici perla costruzione e la mobilitazione popolare attraverso la lotta:
Paralizzazione nazionale del 10 novembre
È più di uno sciopero perché in Brasile i lavoratori che hanno un impiego regolare sono pochi.
Non è uno scherzo. Su 65 milioni di popolazione adulta attiva ci sono solo 15 milioni di occupati in modo regolare, 20 milioni sono disoccupati, tutti gli altri si arrangiano.
Per questo uno sciopero generale può raggiungere solo 15 milioni.
La paralizzazione invece vuole coinvolgere studenti, chiesa, movimenti
popolari, piccoli agricoltori, tutta la popolazione.
Il governo sta reagendo molto duramente e una delle conseguenze è che
sto rispondendo ad un processo nella polizia federale.
Plebiscito sul debito
Con la Chiesa e altre forze politiche realizzeremo, nell'ultima
settimana di aprile, un plebiscito contro il debito estero. Nei mesi di
gennaio febbraio, marzo; faremo un grande dibattito perché la
popolazione si renda conto che una delle cause della nostra situazione e la dipendenza dal debito e non interromperemo questa dipendenza se non smettiamo di pagare il debito.
Il MST è impegnato prioritariamente in questo progetto per sconfiggere
l'attuale modello economico.
2° Obiettivo strategico
Il secondo obiettivo strategico nostro è proseguire la lotta per la
riforma agraria nelle forme che già conoscete, occupazioni, marce
ecc.
Relativamente alla riforma agraria noi stiamo affrontando una nuova
barriera che il governo brasiliano unito ideologicamente alla
Banca mondiale ci ha posto di fronte. Stanno proponendo, infatti, in
Brasile, come alternativa al processo di riforma agraria, l'idea di
avviare una riforma agraria di mercato. Che cos'è?
Loro propongono che, invece della organizzazione dei senza terra,
delle loro lotte, delle pressioni sul governo, siano i fazendeiros i
protagonisti della riforma. Se un fazendeiro vuol vendere la terra,
la Banca va e la paga. La terra viene poi data alle associazioni di
senza terra che diventano debitrici della banca stessa.
Apparentemente è una soluzione miracolosa che può convincere la
popolazione. Il fazendeiro vende, il governo paga e il senza terra
resta debitore della banca. Tutto bene. La Banca mondiale sta
utilizzando questa proposta per smobilitare anche altri movimenti di
contadini nell'Africa del sud delle Filippine, del Perù e di altri paesi del terzo mondo dove c'è un forte movimento contadino.
Questa proposta nasconde un fondamento ideologico gravissimo. Trasferisce il potere di decisione sulla riforma agraria al fazendeiro Se il fazendeiro non vuole vendere non succede nulla.
E nonostante i fazendeiros siano cattolici da duemila anni non si è mai avuta notizia che avessero intenzione di distribuire le terre.
Quando la terra viene venduta è perché è cattiva, viene comunque chiesto un prezzo molto alto, e poi, con quel denaro, i latifondisti comprano terra migliori.
Ma il vero obiettivo strategico, come dicono spesso nei loro documenti, è distruggere l'organizzazione dei senza terra.
Perché le élite del terzo mondo non ammettono che i poveri abbiano
diritto ad organizzarsi. Ammettono solo che un povero possa piangere,
reclamare che ha fame, ma organizzarsi no perché questo potrebbe
colpire i loro privilegi, perché l'organizzazione è pericolosa.
Questo nostro secondo obiettivo strategico punta quindi a
sconfiggere il progetto della banca mondiale E una delle cose che
chiediamo ai gruppi di solidarietà è che ci aiutino nella lotta contro
la banca mondiale. Noi abbiamo già fatto richiesta alla Banca Mondiale
di essere ascoltati su questo progetto, utilizzando le
contraddizioni della stessa banca. Perché la Banca, quando ha fatto
l'accordo con il governo brasiliano, ha detto:"Questo accordo ha come
obiettivo principale quello di eliminare la povertà dall'ambiente
rural". Ma questo progetto non elimina la povertà, l'aumenta- diciamo
noi. Questo progetto di riforma agraria di mercato si chiama progetto
della"banca della terra". Il governo sta facendo molta propaganda in tutto il Brasile e anche convincendo alcuni con la sua tattica che punta a distruggere i sem terra. Loro fanno così, utilizzano questo
meccanismo: vanno in un comune, avvicinano un parroco, un sindaco, un
presidente di sindacato e parlano con loro. Immaginate un comune, una
parrocchia in cui ci sia un accampamento con 100 famiglie ed è molto
difficile ottenere un esproprio.
Il Ministro, per esempio, telefona al padre e gli dice: "Padre, so che nella tua parrocchia c'è un accampamento". "Si, stiamo soffrendo molto, facendo una campagna...perché non soffrano la fame" In generale il padre è italiano. Ma il ministro dice: "Ma io ho la soluzione". "Si?, Quale?".
"Lei trovi un fazendeiro amico, che può dare la terra e io ci metto i soldi". "Oh che meraviglia, che sant'uomo che è lei, ora con i soldi risolveremo il problema dei senza terra". E così il Padre va a cercare il fazendeiro e si dà da fare e la terra viene comprata e in questo modo si disorganizzano i senza terra perché è ora il ministro che risolve il problema.
E in realtà, molti Padri soprattutto stranieri, con la buona volontà di aiutare questi poveri, si sono imbarcati in questo progetto.
Sulle nostre posizioni abbiamo l'appoggio di tutta la conferenza
episcopale brasiliana e di monsignor Balduino, presidente della CPT che
ha firmato il documento di condanna di questo progetto. In questa lotta
c'è anche una campagna che prevede di spedire cartoline. Nelle
cartoline è rappresentata una targa nella quale si parla di questo
programma e ci sono i nomi dei deputati e del comune.
"Questa terra è stata ottenuta grazie al tale deputato, al tale sindaco, ecc."
Sempre a proposito della Banca Mondiale c'è una proposta che "Cristian Aid" in Inghilterra ci vuole aiutare a realizzare e forse altre
organizzazioni possono essere interessate. Si tratta di organizzare
in marzo una riunione di movimenti contadini delle Filippine,
dell'Africa del sud, Brasile, Colombia, Bolivia, i paese dove la Banca
mondiale sta portando avanti la maggiore offensiva, perché noi
possiamo decidere una pratica comune.
3° Obiettivo strategico
Il terzo obiettivo strategico è migliorare la nostra organizzazione interna. Nella storia del MST ci sono tre fasi caratteristiche in
relazione alla attuazione della R.A.
Nei primi 5 anni di vita del movimento le élite ci hanno ignorato, non
ci davano importanza, quasi non uscivano notizie sui giornali, su di
noi.
Nei secondi 5 anni l'atteggiamento era:"Oh questi poveri qui, bene,
vediamo di risolvere un po' la situazion". Ci trattavano come un
movimento che assisteva i poveri.
Da tre anni in qua le élite si sono rese conto che la nostra
organizzazione è molto forte e che anche se parlano male di noi sulla
stampa, o tentano di cooptare alcuni leader non sono riusciti a
danneggiarci.
Ora stiamo passando in una fase molto più grave perché il governo ha
deciso di distruggerci politicamente, ossia è la fase più complessa
della lotta di classe Ed in questo momento, al di là della solidarietà
che ci viene dall'esterno è importante che la nostra organizzazione sia
molto ben solida internamente. I tre campi nei quali stiamo lavorando
a questo fine sono:
- Il campo educativo. Vogliamo approfondire e ampliare il lavoro con i nostri ragazzi negli insediamenti perché è importante che le persone si coscientizzino fin da piccole su 'in che mondo stanno', in che lotta stanno. E per questo l'educazione è per noi uno dei nostri obiettivi strategici.
Quest'anno l'università Candido Mendez di Rio de Janeiro, che è una
università molto conservatrice, ha dato il premio per i diritti umani al lavoro del settore educativo del MST
- Organizzazione della produzione. Il governo tenta di strangolarci diminuendo il credito agricolo. Fino all'anno passato avevamo una linea di credito speciale nella Banca del Brasile che si chiamava Procera, ora è chiusa e hanno messo i senza terra insieme ai piccoli agricoltori, in una linea generale di credito rurale che si chiama Pronaf.
Anche qui ci sono aspetti negativi e positivi. Il lato negativo è che
sono diminuiti i sussidi per gli insediamenti e il lato positivo è che
la lotta per il credito la facciamo ora insieme ai piccoli agricoltori.
E già stiamo pianificando le lotte, come quella che faremo all'inizio
dell'anno contro le banche insieme ai piccoli agricoltori.
Ma la nostra sfida interna per quel che concerne la produzione è di
andare avanti nella organizzazione delle cooperative e delle
agroindustrie, che sono le due uniche possibilità per gli agricoltori
insediati di aumentare il loro reddito.
- La Formazione dei quadri
Continuiamo a sforzarci in ogni modo per ampliare e massificare i corsi
di formazione dei militanti. La nostra organizzazione può resistere
all'offensiva della destra solo se avremo molti militanti coscienti del
momento che stiamo vivendo.
Cerchiamo di moltiplicare rapidamente i corsi di formazione. 2 notizie,
una cattiva e una buona. Stiamo organizzando (uno lo abbiamo fatto a
luglio a Campinas) corsi di 10/ 15 giorni nelle università, nel periodo
estivo, con insegnanti scelti da noi. L'università offre la struttura e
l'alimentazione. I nostri senza terra, abituati ad accamparsi, dormono
per terra nei sacchi a pelo. Al corso di luglio hanno partecipato più di 1200 giovani tra i 15 e i 25 anni. Questo corso ha provocato critiche nei giornali contro l'università. Il rettore, che è un uomo di sinistra, ha rischiato di perdere il posto.
I corsi parlano della realtà brasiliana: geografia, storia, economia
situazione del popolo, della cultura ecc.
Altri rettori progressisti hanno però avuto invidia di Campinas. Quindi
stiamo organizzando nuovi corsi per febbraio e se voi potete aiutarci vi saremmo grati, almeno per spiegare cosa hanno significato 500 anni di colonizzazione europea in Brasile.
La nostra scuola nazionale (e questo è un fatto negativo) non abbiamo
ancora potuto cominciare a costruirla ma speriamo di farlo nei prossimi
mesi
I problemi della giustizia
Non possiamo infine dimenticare i nostri problemi giudiziari che
aumentano continuamente perché ormai la lotta è molto dura.
Vorrei chiedere il vostro appoggio per due attività concrete. La prima
è relativa al processo contro José Rainha jr., che è stato recentemente
fissato nel giorno 13 di dicembre, nella città di Vittoria. In questo
caso non serve più scrivere lettere al giudice, ma è importante che
escano notizie qui in Italia e in Europa che possano influenzare il
governo e cercare di stimolare la presenza di varie organizzazioni e
della stampa durante il processo.
L'altra attività concreta è relativa al processo per le vittime di Eldorado. Il processo è attualmente sospeso ma probabilmente riprenderà
a febbraio. In questo caso è ancora necessaria una pressione sul
governo perché il governo si vergogna di questo caso. Noi stiamo facendo una campagna inviando cartoline con una foto di un monumento, dedicato alla vittime di Eldorado, che è stato fatto da un compagno del Galles.
E sarebbe importante anche in questo caso che, quelli che possono,
fossero presenti durante i giorni del giudizio perché la presenza di
persone che vengono dall'estero influenza molto i giudici.
Le relazioni del MST con gli zapatisti e le posizione relativa all'incontro di Belem
Non abbiamo nessuna articolazione politica con lo zapatismo perché
siamo organizzazioni di natura diversa. Loro sono in un'altra fase di
lotta, si sono costituiti in esercito, in quanto organizzazione
politica-militare. La nostra priorità, nelle relazioni internazionali è
avere rapporti con quelli che sono uguali a noi. Ossia movimenti
contadini, cooperativi, tutti quelli che lavorano per realizzare il
principale obiettivo del mondo contadino che è la riforma agraria.
Al di là di questa linea politica è evidente comunque che noi vogliamo solidarizzare con loro, partecipare a possibili eventi che promuovano in Messico o all'estero.
Noi siamo solidali con la loro lotta e pensiamo che stanno realizzando una esperienza in Messico che si differenzia un po' dalla tradizione della sinistra e che può dare un grande contributo alle trasformazioni in America latina.
C'è stato un incontro con gli zapatisti, alcuni mesi fa.
Loro hanno preso l'iniziativa di realizzare
incontri internazionali contro il neoliberismo. Ne hanno fatto un primo
in Chapas e un altro in Spagna. Noi abbiamo partecipato a tutti e due.
Ma l'incontro spagnolo ci ha lasciato molto preoccupati. Perché nel
nostro giudizio non ha riunito le principali forze popolari nemmeno
della Spagna e, detto tra noi, è finito per diventare una scampagnata
della piccola borghesia che non aveva niente da fare. Due persone sono poi venute in Brasile, non erano del Chapas, ma facevano parte del fronte di appoggio, e ci hanno cercato per organizzare un terzo incontro.
Cosa gli abbiamo detto? Un incontro come quello spagnolo non aiuta nessuno, né voi né noi, e quindi se si vuole fare un nuovo incontro questa volta deve rappresentare l'insieme delle articolazioni già esistenti.
Per esempio i contadini hanno la CLOC a livello di America Latina e Via
Campaesina e quindi bisogna coinvolgere tutti loro. I movimenti popolari
dell'America latina hanno la FECOC che è una federazione importante,
bisogna quindi discutere con questa organizzazione. La chiesa
progressista ha una articolazione in America Latina che si chiama,
Assemblea del Popolo di Dio; negri, i popoli indigeni hanno loro
organizzazioni, i partiti politici di sinistra si articolano nel Foro
di S. Paolo. Quale è stata la nostra proposta quindi: Facciamo un
incontro a cui partecipino tutte queste forze, cerchiamo di mettere
insieme l'intera rete di forze che esistono, così l'incontro
rappresenterà effettivamente tutti quelli che si sentono coinvolti in
questo progetto. Anche il luogo dell'incontro era da discutere. Non
necessariamente il Brasile, ma un luogo che fosse facilmente
raggiungibile da tutti i paesi dell'America Latina. Uno dei luoghi più
indicati sarebbe stato lo stesso Messico perché in Messico, l'anno
prossimo, c'è una marcia contadina dal canale di Panama agli Usa e c'e
un'altra marcia di donne durante tutto l'anno.
I nostri interlocutori sono stati d'accordo su tutto. Avevamo deciso di
dedicare 6 mesi alle consultazione e poi di vederci di nuovo. Dopo una
settimana queste due stesse persone sono andate dal sindaco di Belem,
che è di sinistra e, senza consultare nessuno, hanno stabilito che
l'incontro sarebbe stato a Belem. Allora noi abbiamo detto:"Voi avete
scelto un certo tipo di incontro. Da questo tipo di incontro noi
restiamo fuori perché non ci sembra che possa essere produttiv".
Questo tipo di incontro non tende a mettere insieme forze diverse, è un atto di propaganda. È possibile che militanti del MST vi partecipino, ci saranno persone interessanti.
Ma il MST nazionale e quello del Para ufficialmente non vi parteciperanno. Si possono trovare in Internet molte sigle sotto un appello. È chiaro, basta che aderisca una persona della CUT e lì appare che la Cut è presente.
Ma la Cut non alzerà un dito per questo incontro. C'è molta differenza tra quello che appare su Internet e la situazione reale.
Ora ci può essere ancora una aggravante. Siccome la stampa borghese
brasiliana sta chiamando questo incontro "incontro dei guerriglieri
dell'America Latin" questo può danneggiare il processo di Eldorado.
Hanno inviato dal Messico un'altra persona la settimana scorsa per
chiedere perché non partecipavamo e alla fine hanno detto che se
pensavamo che la loro presenza potesse danneggiare il movimento non
sarebbero venuti. Questa decisione verrà presa la prossima settimana.
Ma io penso che indipendentemente dalla volontà nostra e degli
zapatisti, l'incontro sarà realizzato. Sarà un festival di propaganda
delle idee della sinistra ma non costruirà una concreta organizzazione
di forze.
Si possono fare atti nazionali o internazionali di propaganda, si devono fare, vanno benissimo, ma la nostra preoccupazione è discutere con gli zapatisti e con voi e con tutte le forze progressiste del mondo perchè ci sembra che la congiuntura internazionale sia favorevole al creare eventi che cerchino di mettere insieme forze diverse perché già
esiste un cammino tracciato. Ma come facciamo ad invitare altre forze
contadine a venire a partecipare ad un incontro in Brasile contro il
neoliberalismo se non si è avuto il tempo di discuterne all'interno
della CLOC dove abitualmente discutiamo tutto. Bisogna rispettare queste procedure. È come se noi venissimo in Italia senza consultare le forze che già lavorano nella solidarietà con noi e ci mettessimo a fare qualche iniziativa sui senza terra in Italia. Ma noi stiamo costruendo una relazione con voi e qualsiasi cosa abbiamo intenzione di fare in Italia ci mettiamo prima in contatto con voi.
Quindi, tornando a Belem, un incontro di questa natura avrebbe avuto un
potere di aggregazione molto più grande se fosse stato organizzato con
un altra metodologia.
La Paralizzazione del 10 novembre e le dichiarazioni di Stedile
La manifestazione prevede il blocco delle strade e delle autostrade, il
non pagamento dei pedaggi, l'occupazione dei latifondi, la sospensione
delle lezioni. Verranno inoltre bloccate le agenzie bancarie e i
cantieri delle centrali idroelettriche (lì dove non sono stati pagati
indennizzi agli agricoltori danneggiati)
Queste strategie sono state decise da più di 50 organizzazioni, riunite
nel Foro di lotta, sotto il coordinamento della CUT.
Stedile dice di essere tranquillo in relazione all'inchiesta della
Polizia Federale rispetto alle sue dichiarazioni, in cui si parlava di
spezzare i pedaggi. Il leader del MST dice che aveva spiegato
chiaramente che non voleva assolutamente riferirsi ad una distruzione
concreta delle strutture. "Io desidero che queste strutture restino in piedi per molto tempo perché da qui a 10, 15 anni potremo far vedere alla popolazione queste strutture come simbolo della nostra-borghesia-che vende-la patria, che è arrivata a cedere anche le strade pubbliche".
La campagna internazionale lanciata da Via Campesina e dal Fian per la riforma agraria come diritto umano
L'obiettivo principale è recuperare a livello internazionale l'idea
che la riforma agraria è ancora la miglior soluzione per combattere la
fame. Perché con questa egemonia del neoliberismo quel che veniva fuori
erano altre proposte di politica agricola di mercato. Il grande
obiettivo di questa campagna è riaccendere nei mezzi di comunicazione,
nell'opinione pubblica nella popolazione l'idea che la riforma agraria
nel terzo mondo è necessaria. Ogni paese deve trovare la strada e i
contenuti per portare avanti queste idee.