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Teatro e MST

I Senza Terra rappresentano le loro lotte
attraverso le eperienze teatrali del MST

27/07/2006

Il teatro è sempre stato presente nel MST. Oggi i Senza Terra sono organizzati in circa 30 gruppi in insediamenti e accampamenti della Riforma Agraria. Nell'intervista, Rafael Litvin Villas Bôas, membro del Collettivo per la Cultura del MST, spiega la traiettoria della formazione teatrale nel Movimento e i concetti/principi teorici che sono alla base della creazione di uno spettacolo.
"In genere facciamo un dibattito dopo la rappresentazione e vi è un' intensa partecipazione da parte di coloro che assistono ai lavori.
Uno dei commmenti più frequenti è quello che mai prima di allora le persone avevano visto le loro storie, le loro domande e i loro punti di vista rappresentati in maniera tanto intensa, chiara o politica, afferma
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Quanti sono oggi i gruppi teatrali nel MST? Quali sono le regioni in cui sono più presenti?
Attualmente ci sono circa 30 gruppi organizzati negli accampamenti e negli insediamenti della Riforma Agraria. La maggior parte dei gruppi lavora nella dimensione locale, partecipando alle attività culturali, formative e politiche nella propria area e nelle città vicine. Ci sono anche alcuni gruppi che, esistendo da più tempo e avendo più esperienza lavorano su una dimensione regionale e nazionale, presentandosi e gestendo laboratori in corsi di formazione, in incontri, seminari ed eventi culturali in ambienti urbani e rurali.
Nelle regioni del sud e del centro-ovest c'è almeno un gruppo in ogni stato. Nella regione amazzonica ci sono un gruppo nel Pará uno in Maranhão. Nel sudest ci sono gruppi solamente a São Paulo, e nel Nordeste ci sono gruppi in tre stati.

Quando è iniziato questo lavoro nel Movimento?
Il teatro esiste nel Movimento come manifestazione estetica spontanea fin dall'origine del MST, insieme alla musica, alla poesia e alle arti plastiche. Tutti questi linguaggi appaiono fusi nella mistica, nelle manifestazioni estetiche e politiche attraverso le quali si rafforza la memoria delle lotte del passato, si riaffermano i valori e si progettano i nostri futuri obiettivi strategici. Inoltre, alcuni gruppi di professionisti partecipano già da una decina d'anni alle attività del Movimento, e questo ha contribuito a risvegliare l'interesse per il teatro e la consapevolezza che il linguaggio teatrale svolge un ruolo di formazione della coscienza e di riflessione critica: molti di coloro che fanno attualmente parte dei gruppi del MST erano pubblico interessato dei gruppi di professionisti che hanno partecipato alle attività del Movimento.
Dal punto di vista organizzativo, il teatro guadagna forza grazie alla collaborazione tra il MST e il Centro del Teatro dell'Oppresso (CTO), diretto da Augusto Boal, iniziata nel febbraio del 2001. Da allora si sono svolti cinque incontri di formazione durante i quali il CTO ha condiviso i mezzi di produzione del linguaggio teatrale con un gruppo di militanti di vari stati del paese, che hanno il compito di formare altri moltiplicatori e creare gruppi negli accampamenti e negli insediamenti. Questo gruppo è la Brigata Nazionale del Teatro del MST Patativa do Assaré. Il nome è stato deciso collettivamente dai militanti durante il secondo incontro, nel giugno del 2001.

Quali sono le basi teoriche generali di questo lavoro? Perchè?
La poetica del Teatro dell'Oppresso, presentata al MST dal CTO, riunisce una serie di tecniche e esercizi teatrali, come il Teatro Forum, o il Teatro Giornale, o il Teatro Invisibile, che a loro volta derivano dalle forme del teatro di agitazione e propaganda, molto utilizzato dai sovietici e dai tedeschi, tra gli altri.
Le esperienze di rappresentazioni e dibattiti ci hanno spinto a riflettere criticamente sulle nostre produzioni, e questo ci ha portato a decidere di invitare la professoressa Iná Camargo Costa perchè ci insegnasse la teoria dei generi letterari (lirico, epico, drammatico). Da allora, abbiamo cominciato a scegliere in maniera consapevole quali procedimenti formali adottare, sulla base delle esigenze del tema trattato. E siccome la maggior parte delle tematiche affrontate richiedono una trattazione di tipo storico e una forma capace di tenere presente la complessità dei diversi agenti e punti di vista coinvolti nelle dispute politiche, le elaborazioni teoriche e pratiche di Bertolt Brecht si sono mostrate estremamente interessanti, da ciò l'ampliamento dei contatti con gruppi disposti a socializzare le conoscenza dei procedimenti narrativi e delle tecniche di straniamento.

Come reagiscono i Senza Terra quando assistono ad una rappresentazione che riflette la loro lotta?
La maggior parte delle persone che sono state a scuola o che hanno avuto un qualche rapporto con la chiesa conoscono il linguaggio teatrale, perché è abbastanza utilizzato in queste istituzioni, anche se in forma differente rispetto a quella con cui lavoriamo noi. Inoltre, poichè la pratica teatrale di sta diffondendo nel MST, dopo alcuni anni di azione sistematica di teatro, questo linguaggio è divenuto comune e poi molte persone, oltre ai partecipanti ai gruppi fissi, passano per esperienze teatrali in laboratori organizzati in corsi, incontri e seminari.
In genere facciamo un dibattito dopo la rappresentazione e vi è un'intensa partecipazione da parte di coloro che assistono ai lavori. Uno dei commmenti più frequenti è quello che mai prima di allora le persone avevano visto le loro storie, le loro domande e i loro punti di vista rappresentati in maniera tanto intensa, chiara o politica.

E per il pubblico esterno?
Quando facciamo interventi di agitazione e propaganda in spazi pubbici, la reazione è abbastanza calorosa, perchè al di là delle forme comiche che utilizziamo per trattare questioni politiche di ordine generale, una delle maggiori attrattive è che si tratta di un lavoro offerto gratuitamente.
Negli spazi chiusi in ambiente urbano, come per esempio le aule magne di scuole, di università, le sale dei consigli comunali, dei sindacati e i teatri - nei quali comunque noi ci esibiamo gratuitamente - c'è, in genere, molto interesse per conoscere meglio il Movimento, le modalità con cui è organizzata la produzione, oltre alla curiosità per la nostra versione dei fatti raccontati sempre in modo a noi sfavorevole da parte di giornali e tv. Attraverso degli spettacoli e dei dibattiti si organizza una specie di contro-egemonia, modesta in termini di raggio di influenza, se comparata alla TV, ma profonda come capacità di comunicazione, proprio grazie alla vicinanza e alla facilità del dialogo, opzione irrealizzabile nella TV.

Qual è stata la rappresentazione più importante che avete organizzato?
Durante la Marcia Nazionale per la Riforma Agraria, svoltasi nel maggio del 2005, la Brigata Nazionale del Teatro del MST Patativa do Assaré rappresentò un Teatro Processione, con 270 militanti in scena, di tutte le regioni del paese, che raccontava attraverso quattro stazioni la storia di lotta per la terra dal punto di vista dei lavoratori rurali. Per realizzare una tale impresa dal punto di vista logistico, la Brigata si riunì a Rio de Janeiro nel febbraio del 2005, elaborò una struttura generale delle tappe con l'aiuto del CTO, e nei mesi successivi organizzò dei laboratori regionali per costruire le stazioni e potè contare sull'apporto dei gruppi Oi nóis aqui traveiz (RS) per il laboratorio del sud e Companhia do Latão (SP) per il laboratorio del sudest. Durante la marcia, abbiamo provato le stazioni separatamente e tutti insieme. Inoltre, i nostri gruppi degli stati rappresentarono pezzi del loro repertorio durante la marcia, in modo che avemmo, nei diciotto giorni della camminata, diciotto pezzi rappresentati.
L'esperienza di azione organizzata, non solo da parte del gruppo cultura, ma da tutti gli ambiti culturali del MST, richiamò l'attenzione della grande stampa durante la marcia, per il carattere inusuale dell'esperienza: non ci sono precedenti nella storia del movimento contadino brasiliano di azioni culturali di una capillarità e intensità paragonabile, sebbene vi siano precedenti, come le promettenti esperienze dei gruppi come quello di Arena, diretto da Boal, e dei Centri Popolari di Cultura (CPC's), come quelle delle Leghe Contadine, esperienze interrotte brutalmente dal golpe militare del 1964, prima che potessero maturare.

Gruppo di teatro del MST

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