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Come Vescovo ausiliare di Curitiba/Paraná e come Vicepresidente della
Commissione Pastorale della Terra Nazionale, visto che ho accompagnato per
molti anni la lotta dei poveri nelle campagne brasiliane per il diritto di
accesso alla terra, voglio denunziare la situazione di violenza e mancanza
di rispetto dei diritti della persona umana che stanno avvenendo oggi nel
Paraná.
Sono 41 i lavoratori rurali (contadini) incarcerati, alcuni di lori sono
stati feriti durate gli sgombri realizzati, all'alba, dalla polizia con
umiliazione e a volte con violenza.
Le famiglie sono state sconvolte, le donne e i bambini sono stati segnati
per sempre dalle immagini delle atrocità e dalla freddezza degli esecutori
degli sgombri. Secondi i dati della CPT dal 1994 sono stati incarcerati più
di 200 lavoratori, 6 sono stati torturati, 15 sono stati assassinati, ci
sono stati 30 attentati e 41 persone hanno subito minacce. Questo è
l'aspetto più terribile della miseria e della violenza che stiamo vivendo
nel Paraná negli ultimi anni. Tutta questa violenza avvalora nettamente lo
smantellamento dell'organizzazione dei contadini del Paraná e crea un clima
di ostilità contro i movimenti popolari e specialmente contro il
Movimento dei Senza Terra (MST).
Non possiamo accettare questa strategia. Vogliamo la fine della violenza e dei conflitti, perciò crediamo che l'unica via di uscita sia l'attuazione di una Riforma Agraria ampia e integrale che assicuri un uso democratico della terra e condizioni di vita dignitose per i contadini con la possibilità di produrre alimenti in abbondanza.
Siamo scioccati dalle testimonianze di vari contadini, bambini, giovani,
anziani trattati con violenza, scacciati, torturati fisicamente e
psicologicamente, bastonati, umiliati..........
L'evidenza della gravità di queste testimonianze è il segno più chiaro
dell'urgenza di una soluzione per questi problemi.
Non possiamo accettare che il potere esecutivo e giudiziario che,
costituzionalmente deve garantire i diritti dei cittadini, sia parziale e,
purtroppo, indifferente all'immenso debito sociale della Riforma Agraria.
È frustrante per coloro che lottano per il bene comune sentire dai
funzionari statali e federali dei "Gruppi parlamentari latifondisti"
parlare di modi favorevoli per l'attuazione della Riforma Agraria senza che
mai abbiano presentato progetti concreti per renderla effettiva. Se non
fosse per la pressione esercitata dai movimenti popolari e in modo speciale
dal MST, la Riforma Agraria sarebbe una legge costantemente
morta nella nostra Costituzione. Non basta dire che una proprietà è produttiva per essere immune dall'espropriazione. Secondo la nostra Costituzione brasiliana è necessario che compia contemporaneamente anche una funzione sociale.
Che la ricerca della pace e della solidarietà sia sempre un'esigenza di tutta la società brasiliana che non può essere estranea alla miseria e all'agonia del suo popolo. Perciò la Riforma Agraria è uno strumento per restituire all'agricoltura e ai contadini il loro giusto valore come base di una sana economia, ancorata ai valori evangelici e giustificata politicamente dalla costruzione di una nazione sovrana, democratica e socialmente giusta.
Concludo con una citazione pertinente: "Nei luoghi ove sussistono
condizioni inique e di povertà la Riforma Agraria rappresenta non solo uno
strumento di giustizia distributiva e di crescita economica, ma anche un
atto di grande saggezza politica.
Costituisce l'unica risposta concretamente efficace e possibile, la
risposta legale al problema dell'occupazione delle
terre.
Il ritardo ed il posticipare la Riforma Agraria toglie tutta la credibilità
alle azioni (da parte di coloro che si oppongono a questa) di denuncia e di
repressione della occupazione delle terre".
(N. 44, documento pontificio Per una migliore distribuzione della terra
- la sfida della Riforma Agraria, 1997).
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